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2 centesimi di guadagno su ogni litro venduto, con le spese di gestione dell’impianto interamente a mio carico. Un’offerta che giudico letteralmente vessatoria in confronto al contratto attuale che prevede al sottoscritto un guadagno di quasi 5 centesimi per ogni litro di carburante venduto e alla compagnia petrolifera (che di fatto è proprietaria quanto me del distributore) una parte delle spese di gestione dell’impianto”. Nel 2006 Effendi ha quindi rifiutato di rinnovare il contratto: “Se l’avessi fatto ora sarei già fallito da molto tempo, come successo a diversi miei colleghi. Ma quel rifiuto non mi ha portato tanti benefici, anzi: da quel giorno la Shell ha iniziato a farmi la guerra rifiutandosi di fare manutenzione al mio distributore e imponendomi… PER CONTINUARE A LEGGERE, CLICCA SUL PUNTO 3 DELL’INDICE

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