La ragazza con le gambe più lunghe d’America- FOTO

Per anni è stata torturata dai bulli. È stata una vita dura quella della ventenne Holly Burt, che molti da bambina chiamano “giraffa”, sarà presto nominata “donna con le gambe più lunghe d’America”. Il titolo è attualmente detenuto dalla modella Lauren Williams, ma con 1,26 metri di gambe, Holly la batte di un centimetro e mezzo. Se prima le sue gambe lunghe e la sua altezza complessiva (1, 98 metri) la rendevano goffa e a disagio con gli uomini, ora la musica è cambiata:

“Molti uomini con il fetish delle gambe lunghe mi hanno avvicinata. Ma ho una regola: non posso uscire con nessuno al di sotto del metro e novanta. Per fortuna New York è piena di uomini alti e sexy”.
Come biasimarla?

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Il giorno prima del matrimonio, lo sposo va in disparte dal prete…

Il giorno prima del matrimonio, lo sposo va in disparte dal prete per fargli una proposta.
“Le daro’ 200 euro se mi permette di modificare le promesse matrimoniali.
La parte dove devo promettere di “amarla, onorarla e rispettarla per tutti i giorni della mia vita” e dove dice di “essere fedeli a vicenda per sempre”, mi piacerebbe che fossero tralasciate”.
Il prete e’ d’accordo: intasca i 200 euro e lo sposo se ne esce soddisfatto. Il giorno del matrimonio, lo sposo e la sposa giungono per la loro cerimonia.
Arriva il momento delle promesse reciproche, il pastore guarda lo sposo e gli fa: “Prometti di obbedire a ogni suo comando, di servirle la colazione a letto ogni mattina, ti prostrarti a lei? Giuri di trattarla con amore davanti a Dio per tutti i giorni della tua vita?”.
Lo sposo deglutisce sconvolto e mormora “Si’”. Poi in disparte, all’orecchio del prete, dice: “I nostri accordi erano diversi”.
Il prete gli rende i 200 euro dicendo: “Lei mi ha fatto un’offerta piu’ alta”.
Il giorno prima del matrimonio, lo sposo va in disparte dal prete per fargli una proposta.
“Le daro’ 200 euro se mi permette di modificare le promesse matrimoniali.
La parte dove devo promettere di “amarla, onorarla e rispettarla per tutti i giorni della mia vita” e dove dice di “essere fedeli a vicenda per sempre”, mi piacerebbe che fossero tralasciate”.
Il prete e’ d’accordo: intasca i 200 euro e lo sposo se ne esce soddisfatto. Il giorno del matrimonio, lo sposo e la sposa giungono per la loro cerimonia.
Arriva il momento delle promesse reciproche, il pastore guarda lo sposo e gli fa: “Prometti di obbedire a ogni suo comando, di servirle la colazione a letto ogni mattina, ti prostrarti a lei? Giuri di trattarla con amore davanti a Dio per tutti i giorni della tua vita?”.
Lo sposo deglutisce sconvolto e mormora “Si’”. Poi in disparte, all’orecchio del prete, dice: “I nostri accordi erano diversi”.
Il prete gli rende i 200 euro dicendo: “Lei mi ha fatto un’offerta piu’ alta”.

Sono stata soccorsa nella notte da uno strano uomo. Quello che ha fatto mi ha sbalordita!

Renato quasi non aveva visto la signora dentro la vettura ferma al lato della carreggiata. Pioveva forte ed era buio, ma si rese conto che la donna aveva bisogno di aiuto. Così fermò la sua macchina e si avvicinò. L’auto della signora odorava ancora di nuovo. Forse lei pensava che poteva essere un assalitore (non ispirava fiducia quell’uomo, sembrava povero e affamato).
Renato percepiva che la signora aveva molta paura e le disse: “Sono qui per aiutarla, signora, non si preoccupi.
Perchè non aspetta nella mia auto dove fa un po’ più caldo? A proposito, il mio nome è Renato”… La signora aveva bucato una ruota e oltretutto era di età avanzata. Mentre la pioggia cadeva a dirotto, Renato si chinò, collocò il cric e alzò la macchina… quindi cambiò la gomma, sporcandosi non poco.
Mentre stringeva i dadi della ruota, la donna aprì la portiera e cominciò a conversare con lui. Gli raccontò che non era del posto, che era solo di passaggio e che non sapeva come ringraziarlo per il prezioso aiuto. Renato sorrise mentre terminava il lavoro. La donna gli domandò quanto gli doveva.
Già aveva immaginato tutte le cose terribili che sarebbero potute accaderle se Renato non si fosse fermato per soccorrerla. Ma Renato non pensava al denaro, gli piaceva aiutare le persone… Questo era il suo modo di vivere.
E rispose: “Se realmente desidera pagarmi, la prossima volta che incontra qualcuno in difficoltà, si ricordi di me e dia a quella persona l’aiuto di cui ha bisogno”… Alcuni chilometri dopo la signora si fermò in un piccolo ristorante, la cameriera arrivò e le porse un asciugamano pulito per farle asciugare i capelli rivolgendole un dolce sorriso. La donna notò che la cameriera era circa all’ottavo mese di gravidanza, ma dal suo sguardo si poteva intravedere che la tensione e il dolore non le impedivano di avere il suo grazioso atteggiamento e fu sorpresa nel constatare come qualcuno che ha così poco, possa trattare tanto bene un estraneo. Allora si ricordò di Renato. Dopo aver terminato la sua cena, mentre la cameriera si allontanò ad un altro tavolo, la signora uscì dal ristorante.
La cameriera ritornò, curiosa di sapere dove la signora fosse andata, quando notò qualcosa scritto sul tovagliolo, sopra al quale aveva lasciato una somma considerevole. Le caddero le lacrime dagli occhi leggendo ciò che la signora aveva scritto. Diceva: “Tieni pure il resto… Qualcuno mi ha aiutato oggi e alla stessa maniera io sto aiutando te. Se tu realmente desideri restituirmi questo denaro, non lasciare che questo circolo d’amore termini con te, aiuta qualcuno”.
Quella notte, rincasando stanca, si avvicinò al letto, suo marito già stava dormendo e rimase a pensare al denaro e a quello che la signora aveva scritto. Quella signora come poteva sapere della necessità che suo marito e lei avevano di quel denaro: con il bebè che stava per nascere, tutto sarebbe diventato più difficile…
Pensando alla benedizione che aveva ricevuto, fece un grande sorriso.
Ringraziò Dio e si voltò verso il suo preoccupato marito che dormiva al suo lato, lo sfiorò con un leggero bacio e gli sussurrò: “Andrà tutto bene… Ti amo… Renato!”. ♥

Tè verde 3 volte al giorno 16enne con grave epatite

Purtroppo al giorno d’oggi dimagrire è proprio un’ossessione. Alcune ragazza come la 16enne di cui vi parleremo imitano le star internazionali seguendo il loro percorso alimentare per  perdere più chili possibile e diventare perfette. La 16enne invogliata dalle star come Gwyneth Paltrow, ha pensato di bere circa tre tazze di tè verde al giorno per tre mesi finchè non ha avuto bisogno di un medico.

Nel tentativo di perdere peso, la 16enne inglese, è rimasta intossicata proprio a causa dell’eccesso consumo. La notizia, pubblicata su ‘Bmj Case Reports’ e ripresa dalla stampa britannica, riferisce di un violento attacco di epatite un’adolescente di origini yemenite che ha avuto un attacco acuto di epatite.

Ricoverata al Birmingham University Hospital, dopo essere stata curata con antibiotici pensando ad un’infiammazione alle vie urinarie, la pelle ha iniziato a diventare gialla e le è stata diagnosticata l’infiammazione del fegato, che può essere provocata da un virus o dall’abuso di sostanze come l’alcol.

“Potrebbero esserci dei pesticidi che inducono l’epatite, specialmente nei prodotti acquistati su Internet che provengono dai Paesi in via di sviluppo e sono sottoposti a una regolamentazione più morbida – osservano gli studiosi – Tuttavia sappiamo che la maggior parte del tè verde è sicuro e ha proprietà antiossidanti”, precisano. La ragazza, infatti, ha ammesso di aver acquistato il prodotto online.

Il suo esempio dovrebbe spingere molti genitori a controllare più attentamente la dieta dei propri figli ed evitare eventi spiacevoli come questi.

 

“Ricovero in ospedale non necessario”: La donna muore due ore dopo in ambulanza

Questa donna è morta per un nuovo caso di malasanità. La protagonista di questa sventurata vicenda è stata trasportata in ospedale ma durante una visita eseguita qualche minuto prima, le era stato detto che il ricovero presso il nosocomio non era necessario.
È morta in queste circostanze Antonietta Petti, 48enne mamma di due figli, lo scorso lunedì sera. Ufficialmente per un arresto cardiaco, ma ora la procura di Nocera Inferiore ha aperto un fascicolo d’inchiesta a seguito della denuncia dei familiari, che contestano una scarsa assistenza da parte del personale medico nei riguardi della donna.

Tutto sarebbe avvenuto nel giro di un paio d’ore: dal quartiere Taverne di Nocera Superiore, residenza della donna, arriva una telefonata diretta al 118. Sono i familiari della quarantottenne, che richiedono un pronto intervento. La donna sta male, è preda di una crisi d’ansia. I parametri vitali sarebbero risultati buoni, così come accurata sarebbe stata la stessa visita. A quel punto il medico avrebbe rassicurato la famiglia, precisando che il ricovero in ospedale non era necessario eppure la donna è deceduto, quindi adesso saranno le indagini a mettere luce sulla vicenda.

Boscotrecase, donna operata dopo la morte per coprire un errore: a processo 3 medici

Forse avrete già sentito parlare ai telegiornali di lei. Si chiamava Tommasina De Laurentiis, la ragazza di 25 anni che morì l’8 marzo del 2013 durante un’operazione alla colecisti all’ospedale di Boscotrecase, in provincia di Napoli.
I tre medici che la operarono sono stati rinviati a giudizio con le accuse di omicidio colposo e falso: avrebbero operato la ragazza quando era già morta per eliminare le prove dell’errore medico che causò il decesso.
Mercoledì pomeriggio il giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Torre Annunziata, Emma Aufieri, ha rinviato a giudizio i tre medici che la operarono: A.P, A.V e A.V. L’accusa per i tre è grave: omicidio colposo e falso.
Secondo quanto ricostruito dall’accusa, rappresentata dal pubblico ministero Antonella Lauri, la causa della morte della ragazza non fu un’errata manovra di rianimazione, come sostenuto dai medici, ma un errore durante la colecistectomia. Ma c’è di più: dopo l’operazione sbagliata, la paziente secondo il pm sarebbe stata operata altre due volte per eliminare le prove dell’errore stesso: e almeno una di queste operazioni sarebbe avvenuta quando Tommasina era già morta. Successivamente i medici avrebbero poi falsificato la cartella clinica della paziente.

A uccidere la 25enne sarebbe stata una grave emorragia interna, dovuta forse alla mancata suturazione di due arterie tagliate nel corso dell’intervento, e poi ricucite solo dopo la morte della ragazza. I particolari erano emersi già lo scorso dicembre, dopo che erano stati depositati in tribunale gli esiti di una seconda perizia richiesta dal legale di parte civile Gennaro Ausiello e dalla procura. Adesso si apre il processo che stabilirà una volta per tutte cosa accadde l’8 marzo di due anni fa.

Una donna si sveglia una mattina e si accorge che il marito non è a letto

Forse avete già sentito questa storia ma vale la pena rileggerla.

Una donna si sveglia una mattina e si accorge che il marito non è a letto.
Indossa la vestaglia e va nel soggiorno per cercarlo.
Lo trova seduto al tavolo della cucina mentre tiene una tazza di caffe.
Lo guarda mentre si pulisce una lacrima da un occhio e sorseggia il caffe.
“Cosa c’e caro?” Lei gli sussurra.
“Come mai sei qui a quest’ora di notte?”
Il marito si gira verso di lei,
“Ti ricordi vent’anni fa quando uscivamo le prime volte ed avevamo solo 16 anni?”
“Certo che mi ricordo” risponde lei.
“Ti ricordi quando tuo padre ci ha sorpresi nel sedile posteriore dell’auto mentre facevamo l’amore?”
“Si che mi ricordo!”
Esclama lei avvicinandosi alla sedia dove e seduto.
Il marito continua…….
“E ti ricordi quando tuo padre mi ha puntato il fucile in faccia dicendo
“O sposi mia figlia o ti mando in galera per vent’anni?”
“Certo amore, mi ricordo anche questo” replica lei teneramente.
Mentre si pulisce un’altra lacrima dalla guancia lui dice
“Be, sarei uscito oggi!”

Morta si risveglia dopo 9 minuti: “Ho parlato con Dio”

“Ho parlato con Dio”: sono queste le parole di Crystal McVea. È una donna di 36 anni, insegnante dell’Oklahoma, madre di quattro figli, era finita all’ospedale in arresto cardiaco dove era stata data per morta anche dai medici.

Il  isuo cuore si era completamente fermato, ma dopo nove minuti si è risvegliata e ha detto: “Sono stata in Paradiso e lì ho incontrato Dio, ero in piedi avvolta in una luce abbagliante e sapevo dove mi trovavo, ho visto Dio ma non in forma umana”. La donna ha raccontato la sua storia nel libro “Waking Up In Heaven”, nel 2009 Crystal era stata ricoverata per una pancreatite quando i medici accidentalmente le hanno somministrato un overdose di antidolorifici e il suo cuore in pratica ha smesso di battere, per circa nove minuti la donna era praticamente morta, ma i medici sono riusciti a rianimarla e in quel breve tempo la donna sostiene di essere stata in paradiso.

Queste le sue parole: “Ero in piedi avvolta in una luce abbagliante e sapevo dove mi trovavo”. Ha aggiunto poi che vicino a lei c’erano anche due angeli che non somigliavano a nessuno delle persone che conosce.

La donna ha poi raccontato di aver incontrato Dio che non aveva una forma umana. “Volevo restare in Paradiso ma poi ho sentito mia madre gridare in ospedale e allora ho deciso di tornare”.