Documento eccezionale: il Funerale di Padre Pio / VIDEO

Il video che riportiamo di seguito è un documento assolutamente eccezionale. Si tratta delle immagini del funerale di Padre Pio, il Santo di Pietrelcina salito in cielo nel 1968. Le esequie furono celebrate a San Giovanni Rotondo, dove il frate francescano risiedeva dopo aver lasciato il suo paese natale… PER CONTINUARE A LEGGERE, CLICCA SUL PUNTO 2 DELL’INDICE[nextpage title=”Le esequie”]

Nel video si vede come sia grande e sentita la partecipazione popolare dei fedeli devoti a Padre Pio: quello di ormai quasi 50 anni fu un momento di grandissima intensità religiosa e spirituale, come poche volte è accaduto nella storia documentata da filmati… PER CONTINUARE A LEGGERE, CLICCA SUL PUNTO 3 DELL’INDICE[nextpage title=”Il video”]

Ecco il video di cui vi abbiamo parlato:

Lele Mora e il carcere: “Nel buio della mia cella ho visto una luce, era Padre Pio”

“Nel buio di una piccola cella, dov’ero rinchiuso per i miei errori, mi è apparso un fascio di luce: era Padre Pio che mi ha incoraggiato dicendomi di avere fede e che presto le porte del carcere si sarebbero aperte per riprendere a vivere”. PER CONTINUARE A LEGGERE CLICCA SUL PUNTO 2 DELL’INDICE [nextpage title=”Ultima intervista pubblica”]

Queste parole sono state pronunciate da Lele Mora nel corso di una intervista pubblica. L’ex manager dei vip ha raccontato di avere origini contadine e di aver frequentato fin da bambino la chiesa per…PER CONTINUARE A LEGGERE CLICCA SUL PUNTO 3 DELL’INDICE [nextpage title=”Una persona cambiata”]

…l’educazione che gli è stata impartita dalla famiglia. Ha poi ribadito di essere una persona cambiata e ha annunciato la nascita di un movimento politico che si chiamerà “Libertà e Onestà”, composto da…PER CONTINUARE A LEGGERE CLICCA SUL PUNTO 4 DELL’INDICE [nextpage title=”Solo giovani”]

…persone al di sotto dei 40 anni. Ecco un’altra sua dichiarazione:
“Il movimento punta ad aiutare chi ha bisogno. Un esempio? Fare una legge che vieti il pignoramento della prima casa, qualunque sia il motivo del provvedimento in quanto la casa, per chiunque, è il tetto che unisce la famiglia e rappresenta il frutto di sacrifici”.

Donna cieca: Il medico sfida Padre Pio, se è in grado faccia lui il Miracolo, non si aspettava certo quello che sarebbe accaduto

Padre Pio è uno dei santi più conosciuti e amati al mondo. Un racconto che lo riguarda ha a che fare con una ragazza di 29 anni. Il suo nome era Grazia e spesso andava alla chiesa di San Pio nonostante…PER CONTINUARE A LEGGERE CLICCA SUL PUNTO 2 DELL’INDICE [nextpage title=”La testimonianza di Padre Pio”]

…la disabilità che la caratterizzava dalla nascita. Un giorno il Santo le parlò, avendo notato la sua assiduità e la devozione, tanto da chiederle se desiderasse vedere. La giovane rispose in maniera affermativa…PER CONTINUARE A LEGGERE CLICCA SUL PUNTO 3 DELL’INDICE [nextpage title=”La visita specialistica”]

…e Padre Pio le promise che sarebbe guarita. Nel corso di una visita specialistica, però, il medico le disse che non poteva essere operata, ma il marito gli chiese di intervenire almeno su un occhio. A…PER CONTINUARE A LEGGERE CLICCA SUL PUNTO 4 DELL’INDICE [nextpage title=”Occhi risanati”]

…quel punto il dottore acconsentì e a quel punto scoprì con stupore che la pupilla si era risanata, anzi entrambi gli occhi erano guariti. Il ritorno a San Giovanni Rotondo fu emozionante, il miracolo era stato compiuto.

Padre Pio, senza sapere niente di lei, disse a Luisa: “Tuo figlio non è morto”

Sono tantissime le testimonianze e le storie vissute dai fedeli e dai sacerdoti legate alle opere miracolose di Padre Pio. Il portale “La Luce di Maria” ci ricorda per esempio la vicenda di Luisa, una donna che in tempo di guerra aveva paura di aver perso il figlio… PER CONTINUARE A LEGGERE, CLICCA SUL PUNTO 2 DELL’INDICE[nextpage title=”La donna aveva paura che il figlio fosse morto in guerra…”]

Questa signora abitava vicino San Giovanni Rotondo e ogni giorno andava a pregare per chiedere che il figlio tornasse sano e salvo dalla guerra e che si convertisse al cattolicesimo. Un giorno, sul giornale venne riportata la notizia dell’affondamento della nave a bordo della quale c’era il figlio… PER CONTINUARE A LEGGERE, CLICCA SUL PUNTO 3 DELL’INDICE[nextpage title=””]

Disperata e in lacrime, la donna si recò allora da Padre Pio. Ma il Santo di Pietrelcina, prima che lei parlasse, le chiese: “Chi ti dice che tuo figlio è morto?”. Quindi le indicò l’indirizzo dell’albergo dove il figlio era alloggiato, dopo essere scampato alla tragedia. I due si riabbracciarono e il figlio abbracciò la fede cattolica come sperato dalla madre.

Pippo Baudo:”Sono stato cacciato da Padre Pio, lui sapeva che ero andato da lui per curiosità”

Qualche giorno fa uno dei più celebri presentatori del Festival di Sanremo, Pippo Baudo, ha parlato proprio dell’evento canoro nel corso di una lunga intervista col giornalista Aldo Cazzullo. PER CONTINUARE A LEGGERE CLICCA SUL PUNTO 2 DELL’INDICE [nextpage title=”La lunga intervista”]

La chiacchierata è stata l’occasione anche per ripercorrere l’infanzia, episodi professionali del passato e molto altro ancora. Non sono mancati i riferimenti al suo sostegno alla Democrazia Cristiana, oltre…PER CONTINUARE A LEGGERE CLICCA SUL PUNTO 3 DELL’INDICE [nextpage title=”Un episodio giovanile”]

…a una vicenda privata che ha a che fare con la religione. Da ragazzo, infatti, Baudo si recò a Pietralcina con Renzo Arbore per capire se le storie legate a Padre Pio fossero vere o meno. La prima impressione…PER CONTINUARE A LEGGERE CLICCA SUL PUNTO 4 DELL’INDICE [nextpage title=”Trattato malissimo”]

…non fu positiva e lo stesso frate li accolse in maniera sgarbata. Secondo Baudo, i due furono trattati malissimo, probabilmente perché il futuro Santo aveva intuito che non erano venuti per motivi spirituali.

Il miracolo che ha reso santo Padre Pio

Tutti amiamo Padre Pio ma nessuno sa bene la storia del santo. San Giovanni Rotondo (Foggia) – Di Massimo Pitti – Solitamente, ai fini della canonizzazione, la Chiesa cattolica ritiene necessario un secondo miracolo, dopo quello richiesto per la beatificazione: nel caso di Padre Pio, ha ritenuto miracolosa la guarigione di Matteo Pio Colella, un bambino di sette anni nato a San Giovanni Rotondo.
Qui di seguito vi raccontiamo la storia della straordinaria guarigione del piccolo Matteo Colella, che portò definitivamente Padre Pio verso la Canonizzazione nel 2002.
Il miracolo decisivo: in una fredda mattina del 20 gennaio 2000 Matteo va tranquillamente a scuola come ogni giorno. Ma la maestra Concetta si accorge dopo qualche ora che sta male (brividi, testa inclinata verso il banco, incapacità di parlare). Vengono chiamati subito i genitori. Sono le 10.30. Il bimbo ha la febbre a 40° e comincia a vomitare. Alle 20.30 della sera quando Matteo non riconosce più la madre tutto si fa più concitato.
Si decide al ricovero immediato alla Casa Sollievo della Sofferenza,l’ospedale di Padre Pio dove il padre di Matteo, Antonio lavora come medico. Le condizioni del bambino appaiono subito disperate. Viene fatta una diagnosi di meningite fulminante. Anzi, per la precisione, nel giro di qualche ora il quadro si fa devastante: meningite acuta con andamento rapidamente progressivo per il determinarsi di uno schock settico e profonda compromissione degli apparati cardiocircolatorio, renale, respiratorio, emocoagulativo, con acidosi metabolica. Il bimbo viene portato in rianimazione.In pratica fin dal primo giorno vari organi vitali sono risultati compromessi. Nel giro di poche ore, al mattino del 21 gennaio, la situazione precipita drammaticamente con “uno stato collassiale, ipertermia, difficoltà respiratoria per desaturazione di ossigeno”.
Si manifestano “segni quali cianosi intensa, edema polmonare, gravissima bradicardia per la grave ipossemia e acidosi metabolica”.I medici ormai disperati si affannano e si agitano attorno al bambino, aumentando al massimo i dosaggi farmaceutici, ma il grave collasso cardiocircolatorio, la difficoltà a ossigenarsi nonostante la ventilazione meccanica, la sofferenza renale e la grave alterazione del sangue, fanno ormai pensare al peggio. Appare tutto inutile. Uno dei dottori – dopo essersi prodigato in ogni modo – a un certo momento, desolato, si ferma e dice: “Ragazzi, non c’è più nulla da fare, il bambino non si riprende”. Si toglie i guanti, va a lavarsi le mani e torna al fianco del fanciullo, con la dottoressa Salvatore, a guardare, ormai impotente, il piccolo Matteo. La dottoressa a questo punto incita a fare un ultimo, disperatissimo tentativo, come farebbe un padre di fronte al figlio. Fu così iniettata una forte dose di adrenalina che sortì qualche piccolo effetto, ma senza poter assolutamente cambiare la situazione ormai tragica del bambino.Il decesso era atteso da un momento all’altro.
Si legge nella “Fattispecie cronologica” del caso (negli atti del processo di canonizzazione di padre Pio): “Il dottor Violi passando in rassegna la fisiopatologia di questa devastante sindrome, ha dimostrato come quando gli organi insufficienti sono in numero superiore a cinque, le varie terapie impiegate risultano inutili, o comunque non hanno mai risolto alcun caso. Non risulta che nella letteratura internazionale ci sia alcun sopravvissuto affetto da tale patologia come quella del piccolo Matteo Pio Colella. Insomma non viene descritta alcuna sopravvivenza, infatti in tal caso la mortalità è del 100 per cento”. La madre, il padre, i familiari sono da anni Devoti di Padre Pio. Si mette in moto una grande catena umana di preghiere a Padre Pio affinché interceda. La mamma del bambino, raggiunta al telefono dalla maestra che chiede di sapere, riesce solo a dire, con la voce strozzata dalle lacrime: “Preghiamo Padre Pio, perché stiamo perdendo Matteo, solo Padre Pio può salvarlo”. Anche tutti i bambini della scuola iniziano a invocare Padre Pio. Così i frati, i parenti, gli amici, gli stessi medici e gli infermieri della “Casa Sollievo della Sofferenza”. Qualche parente addirittura si riavvicina a Dio per implorare il miracolo per il piccolo Matteo. Si susseguono in quelle ore concitate le visite alla tomba di padre Pio, i rosari, le reliquie portate a contatto con il bambino, le lacrime e le invocazioni accorate.E la mattina del 21 gennaio “improvvisamente accade qualcosa di straordinario e con l’incredulità di tutti”, perché “gli organi del bambino riprendono a funzionare”. C’è clamore, commozione, stupore.
Il fenomeno è doppiamente sorprendente, perché già le speranze di sopravvivenza erano pari a zero, ma – nel caso remoto di sopravvivenza – certi erano i gravi danni cerebrali e renali che il bimbo avrebbe comunque riportato. Invece qua il bambino, dopo essere stato dieci giorni sedato e curarizzato, addirittura il 31 gennaio si sveglia, guarda medici e infermieri e dice: “voglio il gelato”. Poi comincia a scherzare con loro. Domenica 6 febbraio il piccolo – ancora in rianimazione – guarda tranquillamente la televisione e gioca alla play-station (introdotta “per la prima volta nella storia della medicina” in rianimazione perché i medici sono interessati a vedere “la risposta intellettiva” del fanciullo). I medici – ovviamente felici – si trovano davanti a qualcosa di inaudito, sconcertante. I genitori e gli amici in una gioia travolgente.Tutti i medici hanno dichiarato l’inspiegabilità scientifica della guarigione (e della mancanza di danni). Uno per tutti, il Dottor Alessandro Villella: “non sono in grado di spiegare scientificamente la completa guarigione del piccolo Matteo Colella, senza dover pensare che possa esservi stato un intervento soprannaturale”.Molto bella è la testimonianza data dalla madre al postulatore della causa di canonizzazione di Padre Pio: “qualunque sarà la decisione degli uomini su questo caso, la mia convinzione profonda di mamma e di credente rimarrà che mio figlio è tornato a noi perché il Signore immeritatamente ce l’ha restituito, è intervenuto a consolarci nella sua immensa misericordia, con l’intercessione del nostro caro Padre Pio”.
La signora riferisce di segni inequivocabili della vicinanza del padre (per esempio un intenso “dolcissimo e gioioso” profumo di rose e viole da lei avvertito) e aggiunge: “Solo il Signore sa il senso di tutto ciò che è accaduto alla nostra famiglia. La mia certezza è che Egli ci è stato vicino e ci ha benedetti, grazie anche alla intercessione e alla preghiera amorevole di Padre Pio che, della sua missione sulla terra, diceva: ‘Come sacerdote la mia è una missione di propiziazione: propiziare Iddio nei confronti dell’umana famiglia’. E così è stato, caro Padre Pio, ci hai abbracciati nella prova e ci hai raccomandati a Dio”.E il piccolo Matteo? Ricorda nulla di quelle ore di incoscienza? Per la medicina egli non doveva sentire, né vedere nulla, tantomeno ricordare qualcosa. Ma interpellato subito dopo il suo risveglio, Matteo riferì invece un ricordo molto preciso e sconvolgente: “Durante il sonno io non ero solo. Ho visto un vecchio. Mi sono visto da lontano, in questo letto, attraverso un buco tondo. Io ero vicino ai macchinari e un vecchio con la barba bianca e vestito lungo e marrone, mi ha dato la mano destra e mi ha detto: ‘Matteo, non ti preoccupare, tu presto guarirai’, e mi sorrideva”.
Grazie Padre Pio!
La mamma di Matteo, Maria Lucia Ippolito, ha scritto un bellissimo libro per ringraziare Padre Pio e per testimoniare quanto accaduto. Il libro si intitola “Il miracolo di Padre Pio” edito da Mondadori ed ha venduto milioni di copie in tutto il Mondo. Inoltre ha fondato Il Cireneo, una Associazione di volontariato per aiutare i giovani disabili e le famiglie in difficoltà.

Giubileo: le spoglie di Padre Pio esposte a San Pietro

Grandi novità per le spoglie di Padre Pio esposte nella basilica di San Pietro, dall’8 al 14 febbraio 2016, le spoglie di San Pio da Pietrelcina. L’iniziativa, conferma un comunicato congiunto dell’arcidiocesi di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo e dei frati minori cappuccini, rientra nell’ambito del Giubileo straordinario della Misericordia, indetto da Papa Francesco per il prossimo anno. Per l’occasione, il 13 febbraio si terrà anche il Giubileo dei “Gruppi di preghiera di Padre Pio” che saranno ricevuti in udienza dal Pontefice.
Ecco l’annuncio che mette nero su bianco il cambiamento:”Il Santo Padre – ha scritto mons. Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, nella lettera inviata a mons. Michele Castoro, Arcivescovo di Manfredonia- Vieste-San Giovanni Rotondo – ha espresso il vivo desiderio perché le spoglie di San Pio da Pietrelcina siano esposte nella Basilica di San Pietro il 10 febbraio, Mercoledì delle Ceneri del prossimo Anno Santo Straordinario, giorno in cui Egli invierà in tutto il mondo i Missionari della Misericordia, conferendo loro speciale mandato di predicare e confessare perché siano segno vivo di come il Padre accoglie quanti sono in cerca del suo perdono. La presenza delle spoglie di San Pio – continua il presule – sarà un segno prezioso per tutti i missionari ed i sacerdoti, i quali troveranno forza e sostegno per la propria missione nel suo esempio mirabile di confessore instancabile, accogliente e paziente, autentico testimone della Misericordia del Padre”.