Con l’estate, dovremmo di certo alleggerire la nostra dieta per evitare di collassare sotto il caldo sole estivo. Oggi vi proponiamo, infatti, una colazione molto leggera che potrete ottenere mangiando degli ottimi semi di Chia che contengono anche fibra ottima per l’intestino e soprattutto per evitare l’effetto collaterale di un ventre appesantito e gonfio.
Colazione a base di avena e semi di chia
Per prepararla basteranno appena 15 minuti. Ecco tutto quello che vi serve:
• 500 ml d’acqua
• 1 tazza d’avena (105 gr)
• 2 cucchiai di essenza di vaniglia (20 gr)
• 1 cucchiaio di cannella in polvere (10 gr)
• 2 cucchiai di miele (50 gr)
• 1 pizzico di sale
• 4 cucchiai di semi di chia (40 gr)
Come prepararla? Ecco la ricetta del sito Viverpiùsani:
• In una pentola piccola, far bollire l’acqua, la cannella e la vaniglia a fuoco alto.
• Una volta in ebollizione, aggiungete l’avena e continuate a cuocere, ma a fuoco basso per altri 5 minuti.
• Successivamente, ritirate dal fuoco, coprite la pentola e lasciate riposare per altri 5 minuti.
• Aggiungete il miele, il sale e mescolate bene per integrare tutti gli ingredienti.
• Servire in una tazza e spolverizzare con semi di chia.
• Opzionalmente si può aggiungere frutta secca, fragole, more, banane, ecc.
• Si consiglia di non aggiungere latte perché si tratta di un ingrediente difficile da digerire.
Trarrete tantissimi benefici da questa colazione leggera e gustosa. Cosa aspettate?CONTINUA A LEGGERE
Fonte: Viverpiùsani
Tag: leggera
Cannabis legale, cosa prevede il progetto di legge
Finalmente è possibile fumarte cannabis ma la legge pone alcuni limite e parecchie eccezioni. Si tratta, ovviamente, del progetto di legge promosso dall’intergruppo “per la legalizzazione della cannabis” guidato dal sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova. Entro tre mesi, quindi entro l’anno, la Camera dovrà dare il via libera ai lavori.
IL POSSESSO – Si stabilisce il principio della detenzione lecita di una certa quantità di cannabis per uso ricreativo – 5 grammi “in tasca” e 15 grammi a casa – non sottoposta ad alcuna autorizzazione, né ad alcuna comunicazione a enti o autorità pubbliche. Rimane comunque illecito e punibile il piccolo spaccio di cannabis, anche per quantità inferiori ai 5 grammi. È inoltre consentita la detenzione di cannabis per uso terapeutico entro i limiti contenuti nella prescrizione medica, anche al di sopra dei limiti previsti per l’uso ricreativo.
AUTOCOLTIVAZIONE – É possibile coltivare fino a un massimo di 5 piante di cannabis “di sesso femminile”.
CANNABIS SOCIAL CLUB – Per la coltivazione in forma associata è necessario costituire un’associazione senza fini di lucro, sul modello dei cannabis social club spagnoli, cui possono associarsi solo persone maggiorenni e residenti in Italia, in numero non superiore a cinquanta. Ciascun cannabis social club può coltivare fino a 5 piante di cannabis per ogni associato.
LA VENDITA – È istituito il regime di monopolio per la coltivazione delle piante di cannabis, la preparazione dei prodotti da essa derivati e la loro vendita al dettaglio. Sono escluse esplicitamente dal regime di monopolio la coltivazione in forma personale e associata della cannabis, la coltivazione per la produzione di farmaci, nonché la coltivazione della canapa esclusivamente per la produzione di fibre o per altri usi industriali.
LUOGHI PUBBLICI – Si stabilisce un principio generale di divieto di fumo di marijuana e hashish in luoghi pubblici, aperti al pubblico e negli ambienti di lavoro, pubblici e privati. Sarà possibile fumare solo in spazi privati, sia al chiuso, che all’aperto.
DIVIETO DI GUIDA – Come per l’alcol, la legalizzazione della cannabis non comporta l’attenuazione delle norme e delle sanzioni previste dal Codice della strada per la guida in stato di alterazione psico-fisica. Nel caso della cannabis, rimane aperta comunque la questione relativa alle tecniche di verifica della positività al tetroidrocannabinolo che attestino un’alterazione effettivamente in atto, come per gli alcolici, e non solo un consumo precedente che abbia esaurito il cosiddetto effetto “drogante”.