Sono stata alle porte del Paradiso e dell’Inferno e sono Ritornata per Gridarlo al Mondo intero!

Oggi vi parleremo dell’esperienza davvero incredibile che una signora di nome Gloria Polo ha vissuto in prima persona e che le ha permesso, secondo quanto da lei stessa affermato, di fare un tour nell’inferno e nel paradiso, un po’ come nei versi della Divina Commedia.
Ecco la sua testimonianza: vi invitiamo a leggerla con attenzione perché è ricca di particolari interessanti che potrebbero stimolare il vostro interesse soprattutto se siete persone religiose che credono in Dio. Gloria era a Bogotà (Colombia), era a Lisbona e Fatima, l’ultima settimana di Febbraio 2007, per dare la sua testimonianza. Per l’estratto in lingua originale dovreste cliccare sul sito : www.gloriapolo.com di un intervista che lei ha dato a Radio Maria in Colombia.

<<Fratelli e sorelle, è meraviglioso per me condividere con voi in questo istante, l’ineffabile grazia che mi ha dato Nostro Signore, ormai più di dieci anni fa.
Mi trovavo all’Università Nazionale della Colombia a Bogotà (nel maggio 1995). Con mio nipote, dentista come me, noi preparavamo una lezione.
Quel venerdì pomeriggio, mio marito ci accompagnò perchè noi dovevamo prendere dei libri alla Facoltà. Pioveva molto e mio nipote ed io stessa, ci riparavamo sotto un piccolo ombrello. Mio marito, coperto da un impermeabile si avvicinò alla biblioteca del Campus. Mio nipote ed io lo seguivamo, ci siamo diretti verso degli alberi per sfuggire agli scrosci d’acqua.
In quell’attimo siamo stati tutt’e due colpiti da un fulmine. Mio nipote è morto sul colpo; era giovane e nonostante la sua giovane età, si era consacrato a Nostro Signore; aveva una grande devozione per Gesù Bambino.
Portava ogni giorno la Sua Santa Immagine in un cristallo di quarzo sul suo petto. Secondo l’autopsia il fulmine era passato per l’immagine; carbonizzò il suo cuore e uscì sotto i suoi piedi.
Esteriormente non presentava alcuna traccia di bruciature.
Per quanto mi riguarda, il mio corpo fu bruciato in modo orribile, sia all’interno che all’esterno. Questo corpo che voi ora avete davanti, risanato, lo è per la grazia della misericordia divina. Il fulmine mi aveva carbonizzato, io non avevo più i seni e praticamente tutta la mia carne e una parte delle mie costo erano scomparse. Il fulmine è uscito dal mio piede destro dopo aver bruciato quasi completamente il mio stomaco, il mio fegato, i miei reni e i miei polmoni.
Io praticavo la contraccezione e portavo una spirale intra uterina in rame. Il rame essendo un eccellente conduttore d’elettricità, carbonizzò le mie ovaie. Mi trovai perciò con un arresto cardiaco, senza vita, il mio corpo aveva dei soprassalti a causa dell’elettricità che aveva ancora.
Ma questo è solamente per quello che riguarda la parte fisica di me stessa perché, quando la mia carne fu bruciata, nello stesso istante mi ritrovai in un bellissimo tunnel di luce bianca, piena di gioia e di pace; nessuna parola può descrivere la grandezza di quel momento di ferità. L’apoteosi dell’istante era immensa.
Io mi sentivo felice e piena di gioia, perché non ero più soggetta alla legge di gravità. Alla fine del tunnel, io vidi come un sole da dove proveniva una luce straordinaria. Ve la descriverei come bianca per darvene una certa idea, ma in realtà
Nessun colore di questa terra è paragonabile a questo splendore. Io ne percepivo la sorgente di tutt’amore e pace.
Nel mentre che mi elevavo, realizzai che stavo morendo. In quell’istante ho pensato ai miei figli e mi sono detta: “Oh, mio Dio, i miei figli, che penseranno di me? La mamma molto attiva che ero stata, non ha mai avuto tempo da dedicare a loro!” Mi era possibile vedere la mia vita quale era stata realmente e questo mi rattristava.
Io lasciavo la casa ogni giorno per cambiare il mondo e non ero mai stata capace di occuparmi dei miei figli.
In quell’istante di vuoto che provavo a causa dei miei figli io vidi qualcosa di magnifico: il mio corpo non faceva più parte dello spazio e del tempo. In un istante mi era possibile abbracciare con lo sguardo tutto il mondo: quello dei vivi e quello dei morti.
Ho potuto sentire i miei nonni e i miei genitori defunti. Ho potuto stringere a me tutto il mondo, era un bellissimo momento!
Capii allora di aver sbagliato credendo alla reincarnazione di cui mi ero fatta avvocato.
Io avevo l’abitudine di “vedere” dappertutto mio nonno e mio bisnonno. Ma là essi mi abbracciavano ed ero in mezzo a loro. Nel medesimo istante noi eravamo vicini a tutte le persone che io avevo conosciuto nella mia vita.
Durante questi così belli fuori dal mio corpo, io avevo perduto la nozione del tempo. Il mio modo di vedere era cambiato: (sulla terra) io distinguevo tra chi era grasso, chi era di altra razza o disgraziato, perché avevo sempre dei pregiudizi.
Fuori del mio corpo io consideravo le persone interiormente (l’anima), . Com’è bello vedere la gente interiormente (l’anima)!
Io potevo conoscere i loro pensieri e i loro sentimenti. Io li abbracciavo tutti in un istante mentre continuavo a salire sempre più in alto e piena di gioia. Capii allora che potevo godere di una vista magnifica, di n lago di una bellezza straordinaria.
Ma in quel momento, sentii la voce di mio marito che piangeva e mi chiamava singhiozzando:”Gloria, ti prego, non andartene! Gloria svegliati! Non abbandonare i ragazzi, Gloria” L’ho guardato e non solo l’ho visto ma ho sentito il suo profondo dolore.
E il Signore mi ha permesso di tornare anche se non era mio desiderio. Io provavo una si grande gioia, tanta pace e felicità! Ed ecco che discendo ormai lentamente verso il mio corpo ove io giacevo senza vita. Esso era posto su una barella, al centro medico del Campus.
Io potevo vedere i medici che mi facevano l’elettrochoc e tentavano di rianimarmi dopo l’arresto cardiaco che avevo avuto. Noi siamo rimasti lì per due ore e mezzo. Prima, questi dottori non ci potevano toccare perché i nostri corpi erano ancora troppo conduttori di elettricità; dopo quando poterono, si sforzarono di richiamarci alla vita.
Io mi posai vicino alla testa e sentii come uno choc che mi entrò violentemente all’interno del mio corpo. Questo fu doloroso perché questo faceva scintille da tutte le parti. Io mi vidi incorporato a qualcosa di così stretto. Le mie carni morte e bruciate mi facevano male. Esse sprigionavano fumo e vapore.
Ma la ferita più orribile era quella della mia vanità: Io ero una donna di mondo, un dirigente, un’ intellettuale, una studiosa schiava del suo corpo, della bellezza e della moda. Io facevo della ginnastica quattro ore al giorno, per avere un corpo snello: massaggi terapie, diete di ogni genere, etc. Questa era la mia vita, una routine che mi incatenava al culto della bellezza del corpo. Io mi dicevo: “Ho dei bei seni, tanto vale mostrarli. Non c’è nessuna ragione di nasconderli.”
Lo stesso per le mie gambe, perché io credevo di avere delle belle gambe e un bel petto! Ma in un istante, avevo visto con orrore che avevo passato la mia vita a prendere cura del mio corpo. L’amore per il mio corpo era divenuto il centro della mia esistenza.
Ora, in questo momento, non avevo più corpo, niente petto, niente se non un orribile buco. Il mio seno sinistro in particolare era sparito. Ma il peggio, era che le mie gambe non erano che piaghe aperte senza carne, completamente bruciate e carbonizzate.
Di là, mi trasportano all’ospedale ove mi dirigono d’urgenza alla sala operatoria ove cominciano a raschiare e pulire le bruciature.
Quando ero sotto anestesia, ecco che esco di nuovo dal mio corpo e che vedo ciò che i chirurghi sono in procinto di farmi.
Io ero preoccupata per le mie gambe.
Di colpo passai un momento orribile: tutta la mia vita, io non ero stata che una cattolica di “regime”: Il mio rapporto con il Signore era la Santa Messa della domenica, per non più di 25 minuti, là dove l’omelìa del sacerdote era più breve, perchè non ne potevo sopportare di più. Tale era la mia relazione con il Signore. Tutte le correnti (di pensiero) del mondo m’avevano influenzato come una banderuola.
Un giorno, quand’ero gia Dentista professionista avevo sentito un prete affermare che l’inferno come i diavoli, non esistevano. Ora questa era la sola cosa che mi tratteneva per frequentare la Chiesa. Sentendo tale affermazione, io mi dissi che saremo andati tutti in paradiso, indipendentemente da quello che noi siamo e mi allontanai completamente dal Signore.
Le mie conversazioni divennero malsane perché non potevo più reprimere il peccato. Io cominciai a dire a tutti che il diavolo non esisteva e che quella era una invenzione dei preti, che c’era della manipolazione…
Quando uscivo con i miei colleghi dell’università, dicevo loro che Dio non esisteva e che noi eravamo un prodotto dell’evoluzione. Ma in quell’istante, là, nella sala operatoria, io ero veramente terrificata vedevo dei diavoli venire verso di me perché io ero la loro preda. Dai muri della sala operatoria io vidi spuntare molta gente.
All’inizio, sembravano normali, ma in seguito essi avevano dei visi pieni di odio, detestabili. In quel momento, per una certa perspicacia che mi fu data, capii che io appartavo a ciascuno di loro.
Io compresi che il peccato non era senza conseguenze e che la menzogna più infame del demonio, era quella di far credere che egli non esisteva.
Io li vedevo tutti venire a cercarmi, immaginate il mio spavento! Il mio spirito intellettuale e scientifico non mi era di nessun aiuto. Io volevo ritornare nel mio corpo , ma quello non mi lasciava entrare. Io corsi allora verso l’esterno della stanza, sperando di nascondermi da qualche parte tra i corridoi dell’ospedale ma di fatto finii di saltare nel vuoto.
Io cadevo in un tunnel ce mi aspirava verso il basso. All’inizio c’era della luce e questo assomigliava a un alveare d’api. C’era moltissima gente. Ma presto cominciai a discendere passando per dei tunnels completamente oscuri.
Non c’è alcun paragone tra l’oscurità di quel luogo e la più totale oscurità della terra quando non potrebbe comparire la luce delle stelle. Questa oscurità suscita sofferenza, orrore e vergogna. L’odore era pestilenziale.
Quando infine finii di discendere questi tunnels, io atterrai su una piattaforma. Io che avevo l’abitudine di dichiarare che avevo una volontà d’acciaio e che nulla era troppo per me… là, la mia volontà non serviva a niente, io non riuscivo affatto a risalire.
A un certo punto, io vidi aprirsi al suolo come un gigantesco baratro e vidi un immenso abisso senza fondo. La cosa più orribile di questo buco spalancato era che vi si percepiva l’assenza assoluta dell’amore di Dio e questo, senza la minima speranza.
Il precipizio mi aspirava ed io ero terrificata. Sapevo che se andavo là dentro, la mia anima ne moriva. Io ero trascinata verso questo orrore, qualcuno m’aveva preso per i piedi. Il mio corpo entrava ormai in questo buco e fu un momento di estrema sofferenza e di spavento.
Il mio ateismo mi abbandonò e cominciai a gridare verso le anime del Purgatorio per avere dell’aiuto.
Mentre urlavo, sentivo un dolore fortissimo perché mi fu dato di capire che migliaia e migliaia di esseri umani si trovavano là, soprattutto dei giovani.
E’ con terrore che sento stridore di denti, grida orribili, e dei gemiti che mi scuotevano nel più profondo del mio essere.
Mi sono stati necessari degli anni prima di rimettermi perché ogni volta che mi ricordavo di questi istanti, piangevo pensando alle loro terribili sofferenze. Compresi che è là che vanno le anime dei suicidi, che in un attimo di disperazione, si ritrovano in mezzo a questi orrori. Ma il tormento più indicibile, era l’assenza di Dio. Non si poteva percepire Dio.
In quei tormenti, mi sono messa a gridare:”Chi ha potuto commettere un errore simile?
Io sono quasi una santa: non ho mai rubato, non ho mai ucciso, ho dato da mangiare ai poveri, ho fatto cure dentarie gratuite a che ne necessitava; che ci faccio qui? Io andavo alla Messa la domenica… io ho mai mancato alla messa domenicale non più di cinque volte nella mia vita! Allora perché sono qui? Io sono cattolica, vi prego, sono cattolica, fatemi uscire di qui!”
Mentre gridavo che ero cattolica scorsi un debole bagliore. E io vi posso assicurare che in quel posto la più piccola luce era il più bello dei doni. Io vidi dei gradini al di sopra del precipizio e ho riconosciuto mio padre, deceduto cinque anni prima.
Molto vicina e quattro gradini più in alto, stava mia madre in preghiera, illuminata di più dalla luce.
Il vederli, mi riempì di gioia e dissi loro: ”Papà, Mamma, fatemi uscire! Vi supplico, fatemi uscire!
Quando si chinarono verso l’abisso. Voi dovreste vedere il loro immenso dispiacere.
Il quel posto, voi potete percepire i sentimenti degli altri e sentire le loro pene. Mio padre si mise a piangere tenendo la testa tra le sue mani:”Figlia mia, figlia mia!” diceva. Mamma pregava e capii che essi non mi potevano far uscire di là, la mia pena si accrebbe della loro perché essi condividevano la mia.
Così, io mi misi a gridare di nuovo: “Vi supplico, fatemi uscire di qui! Io sono cattolica! Chi ha potuto commettere un tale errore? Vi supplico, fatemi uscire di qui!
Questa volta, una voce si fece sentire, una voce così dolce che fece tremare la mia anima. Tutto allora fu inondato d’amore e di pace e tutte queste tetre creature che mi circondavano scapparono perché esse non possono stare di fronte all’Amore. Questa voce preziosa mi dice: ”Benissimo, poiché tu sei cattolica, dimmi quali sono i comandamenti di Dio.”
Ecco una mossa sbagliata da parte mia. Sapevo che aveva dieci comandamenti, punto e nient’altro. Che fare? Mamma mi parlava sempre del primo comandamento d’amore: non avevo che da ripetere ciò che lei mi diceva. Pensai di improvvisare e nascondere così la mia ignoranza degli altri (comandamenti). Io credevo di potermela cavare, come sulla terra dove trovavo sempre una buona scusa; e mi giustificai difendendomi per mascherare la mia ignoranza.
Dissi: “Amerai il Signore, tuo Dio al di sopra di tutto ed il prossimo come te stesso”. Sentii allora: “Benissimo, li hai tu amati?” I risposi. “Sì li ho amati, li ho amati, li ho amati!”
E mi fu risposto: “No. Tu non hai amato il Signore tuo Dio al di sopra di tutto e ancora meno il tuo prossimo come te stessa. Tu ti sei creata un dio che tu adattavi alla tua vita e tu te ne servivi solamente nel caso di urgente bisogno.
Tu ti prosternavi davanti a lui quando eri povera, quando la tua famiglia era umile e quando desideravi andare all’università. In quei momenti, tu pregavi sovente e ti inginocchiavi per delle ore per supplicare il tuo dio di farti uscire dalla miseria; perché ti accordasse il diploma che ti permetteva di diventare qualcuno. Ogni volta che tu avevi bisogno di soldi tu recitavi il rosario. Ecco la tua relazione con il Signore”.
Sì, devo riconoscere che prendevo il rosario e aspettavo del denaro in cambio, tale era la mia relazione con il Signore.
Mi fu dato da vedere subito il diploma preso e la notorietà ottenuta, non ebbi mai il minimo sentimento d’amore per il Signore. Essere riconoscente, no, mai!
Quando aprivo gli occhi al mattino, io non avevo mai un grazie per il giorno nuovo che il Signore mi dava da vivere, non Lo ringraziavo mai per la mia salute, per la vita dei miei figli, per tutto ciò che mi aveva donato.
Era l’ingratitudine più totale. Io non avevo compassione per i bisognosi. In pratica, tu collocavi il Signore così in basso che avevi più confidenza con i responsi di Mercurio e di Venere.
Tu eri accecata dall’Astrologia, proclamando che le stelle dirigevano la tua vita!
Tu vagabondavi verso tutte le dottrine del mondo, Tu credevi che saresti morta per rinascere ancora! E tu hai dimenticato la misericordia. Tu ti sei dimenticata che sei stata riscattata dal Sangue di Dio. Ora mi mette alla prova con i dieci comandamenti. Ora mi dimostra che pretendevo di amare Dio ma che in realtà, era satana che io amavo.
Così, un giorno, una donna era entrata nel mio studio dentistico per offrirmi i suoi servizi di magìa ed io le avevo detto: “Non ci credo, ma lasciate questo portafortuna qui nel caso che funzioni”. Io avevo messo in un angolo, un ferro da cavallo ed un cactus, tenuti per allontanare le energie cattive.
Come tutto questo era vergognoso! Questo fu un esame della mia vita a partire dai dieci comandamenti. Mi fu mostrato quel che era stato il mio comportamento faccia a faccia col mio prossimo. Mi fu fatto vedere come io pretendessi di amare Dio mentre avevo l’abitudine di criticare tutti, di puntare il dito su ciascuno, io la santissima Gloria! Mi si mostrò come ero invidiosa ed ingrata! Io non avevo mai provato riconoscenza verso i miei genitori che mi avevano dato il loro amore ed avevano fatto tanti sacrifici per educarmi e mandarmi all’Università. Dall’ottenimento del diploma, essi divennero anche miei inferiori; aveva anche vergogna di mia madre a causa della sua povertà, della sua semplicità e della sua umiltà.
Per quanto concerne il mio comportamento come moglie,mi fu mostrato che mi lamentavo sempre, dalla mattina alla sera. Se mio marito mi diceva: “Buongiorno”, io replicavo: “Perché questo giorno sia buono quando fuori piove”. Mi lamentavo anche continuamente dei miei figli: Mi fu mostrato che non avevo mai amato né avuto compassione per i miei fratelli e sorelle della terra.
E il Signore mi dice: “Tu non hai mai avuto considerazione per i malati nella loro solitudine, tu non hai mai tenuto loro compagnia. Tu non hai mai avuto compassione degli orfani, di tutti questi bambini infelici”. Io avevo un cuore di pietra dentro un guscio di noce. Su questa prova dei dieci comandamenti, io non avevo una mezza risposta corretta.
Era terribile, devastante! Io ero completamente sconvolta. E mi dicevo: “Almeno on mi potrà rimproverare di avere ucciso qualcuno! Per esempio, compravo delle provviste per i bisognosi; questo non era per amore, piuttosto per apparire generosa, e per il piacere che avevo di manipolare quelli che erano nel bisogno. Dicevo loro: “Prendete queste provviste e andate al mio posto alla riunione dei genitori e dei professori perché io non ho il tempo di parteciparvi”.
Inoltre, amavo essere circondata da persone che mi incensavano. Mi ero fatta una certa immagine di me stessa.
Il tuo dio era il denaro, mi ha ancora detto. Tu sei stata condannata a causa del denaro. E’ per questa ragione che sei sprofondata nell’abisso e che tu ti sei allontanata dal Signore.
Noi eravamo stati effettivamente ricchi, ma alla fine eravamo diventati insolvibili, senza un soldo e peni di debiti. Per tutta risposta, gridai: “ Che denaro? Sulla terra, noi abbiamo lasciato un sacco di debiti!”
Quando venni ad un secondo comandamento, io vidi con tristezza che nella mia infanzia, avevo presto capito che la menzogna era un eccellente mezzo per evitare le severe punizioni di mamma.
Io cominciai mano nella mano con il padre della menzogna (satana) e divenni bugiarda. I miei peccati aumentavano come le mie menzogne. Io avevo osservato come mamma rispettava il Signore ed il Suo Nome Santissimo. I vi trovai un’arma per me e mi misi a bestemmiare il Suo Nome. Dicevo: Mamma, io giuro su Dio che…”. E così evitavo le punizioni. Immaginate le mie menzogne , implicando il Nome Santissimo del Signore…
E notate, fratelli e sorelle che le parole non sono mai vane perché quando mia madre non mi credeva, avevo preso l’abitudine di dirle: “ Mamma, se io mento, che un fulmine mi colpisca qui e subito”. Se le parole sono volate via con il tempo, si riscontra che il fulmine mi ha bella e ben colpito; mi ha carbonizzato ed è grazie alla misericordia divina che io ora sono qui.
Mi fu mostrato come, io che mi dichiaravo cattolica, non rispettassi nessuna delle mie promesse e come utilizzavo futilmente il nome di Dio.
Io fui sorpresa di vedere che alla presenza del Signore, tutte queste orribili creature che mi circondavano, si prosternavano in adorazione. Io vidi la Vergine Maria ai piedi del Signore che pregava ed intercedeva per me.>>
Sono parole forti, un racconto che colpisce il cuore e l’anima.CONTINUA A LEGGERE
Fonte: Laluce di Maria

Questa storia è di una realtà pazzesca: assolutamente da LEGGERE!

Purtroppo al giorno d’oggi la fregatura è sempre dietro l’angolo, bisogna tenere gli occhi aperti in ogni circostanza. Ed è un discorso che vale per tutti i cittadini qualunque carica ricoprano o qualunque lavoro svolgano.
Ecco una storia che vi farà riflettere circa questo aspetto del nostro paese:
“Un sindaco chiede un preventivo per pitturare la facciata del municipio e gli arrivano tre offerte.

Quella di un Bergamasco di 3.000 euro, quella di un milanese di 6.000 e quella di un napoletano 9.000 euro. Davanti a tali differenze convoca una riunione con i tre concorrenti affinché giustifichino i loro preventivi.

Il bergamasco gli dice che vuole usare una vernice acrilica per esterni che costa 1.000 euro e che vuole dare due mani, poi tra impalcature e pennelli si spendono altri 1.000 euro ed il resto è il suo guadagno.

Il milanese giustifica il suo preventivo dicendo che lui è il miglior pittore in circolazione, che usa una vernice poliuretanica e che vuole dare tre mani. La pittura viene quindi 3.000 euro, tra impalcature e pennelli si spendono altri 2.000 euro e gli altri 1.000 sono il suo guadagno.

Il napoletano, che viene ascoltato solo per curiosità poichè il suo preventivo non è paragonabile agli altri, dice:

“Sindaco, il mio è sicuramente il preventivo migliore: 3.000 euro sono per te, 3.000 sono per me e 3.000 sono per il tedesco che pittura la facciata…”
C’è sempre una ragione che spiega tutto!CONTINUA A LEGGERE
Fonte: Attivotv

Paura per Giorgia Surina: “Ho un tumore benigno”

Giorgia Surina iniziò la sua carriera televisiva alcuni anni fa, con TRL su Mtv; ad oggi, possiamo dire che è un’attrice piuttosto affermata nel campo delle serie tv italiane, mantenendo anno dopo anno la sua immensa simpatia e bellezza. Mentre su Rai 1 andava in onda la puntata della serie “Non dirlo al mio capo”, la protagonista Giorgia Surina è stata operata a causa di un tumore benigno. Nulla di grave quindi, ma nonostante questo ha deciso di rassicurare i suoi fan visibilmente preoccupati pubblicando alcuni messaggi su Instagram:

Un po’ di Rock and Roll come anestesia, grazie. Per il risveglio fatemi sentire il vostro affetto! #everythingwillbealright. È tutto apposto amici!! Grazie per i vostri messaggi. Mi hanno aperta e richiusa come una scatoletta di tonno ma almeno il tumore (per fortuna benigno) ha fatto spazio al bello che verrà. Voi, se potete, fate prevenzione. Avete tutta la vita da guadagnarci. Questa è la realtà“. Giorgia Surina sta bene e non ci resta che augurarle di riprendersi in fretta, anche se in queste circostanze la calma non è mai troppa. La giovane donna ha conquistato il pubblico italiano fin dagli albori e, nonostante il successo, è sempre riuscita a mantenersi genuina e spontanea. CONTINUA A LEGGERE

Uomini e Donne, la rivelazione shock di Sossio Aruta

Sossio Aruta, ex calciatore del programma televisivo Campioni, è uno dei cavalieri più criticati di Uomini e Donne, considerato il fatto che in molti lo considerano arrogante. Per questa ragione, scrive su Instagram: “Arrogante? Quando mi ha fatto passare per stronzo, andava tutto bene! Buona giornata. Punti di vista”. Tali affermazioni derivano dal fatto che, durante l’ultima edizione del programma appena conclusasi, aveva manifestato interesse verso Lucia, dama scesa per conoscere Giorgio Manetti. Sossio Aruta, durante un ballo, aveva avvicinato la donna dicendole che, quando con Giorgio sarebbe finita, avrebbe voluto conoscerla meglio.

Lucia non ha gradito le avances eccessiva dell’uomo e lo ha clamorosamente respinto, ma per Sossio Aruta è arrivato il momento delle vendetta. La frequentazione della dama con il cavaliere è giunta al termine e, misteriosamente, spunta un interesse verso colui che aveva respinto in precedenza. Sossio Aruta non ci pensa due volte a rifiutare la dama desiderosa di conoscerlo, classificandola come una donna incoerente. A questo proposito, alcuni lo hanno considerato arrogante, mentre altri hanno considerato la sua vendetta più che giusta ed equa. D’altro canto, a nessuno piace fare la ruota di scorta, non credete? Siamo certi che non faticherà a trovare una donna nelle prossime registrazioni di Uomini e Donne, che avranno luogo a settembre, ma potrebbe anche trovare l’amore durante le vacanze estive. CONTINUA A LEGGERE

Gianni Morandi: il botta risposta social con Giancarlo Magalli

A seguito di un’intervista rilasciata da Gianni Morandi per Blogo, Giancarlo Magalli decide di rispondere tramite social provocando un botta risposta con il celebre cantante: “Caro Gianni, mi dispiace che tu voglia aizzarmi contro i tuoi due milioni di follower. Io esprimevo solo un pensiero che forse non era chiaro, ma certamente non voleva essere offensivo. Provo a spiegartelo direttamente, senza il tramite dei giornalisti, anche se vedo che qualcuno dei tuoi commentatori ha capito. Io credo che una persona come te, che ha tanto successo da tanti anni, non abbia bisogno di pubblicare foto strappalike per capire che la gente gli vuole bene. Sono certo che ti basta scendere per strada o fare un concerto per percepire l’affetto della gente. Il pubblico non ha bisogno di vederti sbucciare piselli per capire che sei una persona per bene. Io lo so da anni, da quando non esisteva internet (e forse si viveva meglio). Non te la prendere, continua a pubblicare le foto che vuoi e noi continueremo magari a sorriderne un po’, ma in fondo sorridere è una cosa bella. Ciao. Giancarlo“.

Gianni Morandi non ci mette molto a replicare al post di Giancarlo Magalli, anche se prima ha chiesto pareri ai suoi seguaci: “Carissimo Giancarlo, non è stata mia intenzione aizzarti contro i follower di questa pagina. Anzi! Ho avuto il dubbio che tu potessi avere ragione (le tue riflessioni sono sempre interessanti) e ho chiesto cosa ne pensassero quelli che mi seguono. Hai visto anche dalle mie risposte di questa notte, che non c’è acrimonia, né stizza nei tuoi confronti. Non sono arrabbiato, anzi ho letto con piacere la tua intervista, spiritosa e intelligente, come sempre. Sono sorpreso dai circa sei mila commenti (non credo che tu li abbia letti tutti), molti sono ironici, molti ti danno ragione, molti hanno pensato a una vecchia polemica che poi, secondo me, non è mai esistita. Anch’io, come te, mi diverto con Facebook, (senza avere fini commerciali) e mi piace avere un contatto quotidiano con tanta gente. Sentire la vicinanza, i pareri, i consigli, le prese in giro, gli sfottò di tante persone che magari si fanno una risata con le mie banalità e molti di loro non ascoltano nemmeno la mia musica… Spero di incontrarti presto e di fare finalmente quell’autoscatto che è rimasto in sospeso… per colpa mia! Un abbraccio forte”. CONTINUA A LEGGERE

Grande Fratello: la rivelazione di Federica Lepanto

Federica Lepanto, vincitrice dell’ultima edizione del Grande Fratello, ha rilasciato un’intervista piuttosto interessante al settimanale Vip in merito ai suoi desideri e alle sue aspirazioni. La giovane ex concorrente, criticata da quasi tutti gli inquilini, ha conseguito la laurea in infermieristica e sarebbe interessata a fare la conduttrice televisiva: “In realtà, nel mondo dello spettacolo amo molto la conduzione. Mi piacerebbe molto lavorare in questo ambito. Posso sognare in grande? Vorrei presentare Le Iene! Se mi capitasse un’occasione, comunque, la valuterei e direi si a ciò che mi rende serena”.

Federica Lepanto ha anche parlato di amore e di Uomini e Donne, considerato il fatto che a una sua collega è stato subito proposto il trono dopo l’eliminazione: “Se dovesse arrivare la proposta la valuterò. Salire sul trono potrebbe piacermi, ma non so se sarei capace di uscire con tanti ragazzi nello stesso momento: non mi è mai capitato nella vita reale per cui non so se ne sarei capace. C’è una persona che frequento, ma non si può ancora parlare di amore. Sui social si è scatenato il putiferio, ma non ho mai dato a questa frequentazione i crismi dell’ufficialità”. I fan le hanno consigliato di evitare il trono e cercare l’amore fuori, nella vita vera, studiando per raggiungere il suo sogno televisivo. CONTINUA A LEGGERE

Dieta dell’anguria: perdi 5 kg in una settimana

Ormai l’estate è arrivata ufficialmente, e chi non ha ancora superato la prova costume ha i minuti contati. Ecco per voi ritardatari una dieta che vi permetterà di perdere peso in poco tempo. Si tratta infatti della dieta dell’anguria, un frutto dai valori tradizionali ottimo per perder peso senza rinunciare al gusto. Il sito Che cucino ha proposto un interessante menù settimanale che vi invitiamo a seguire:
“LUNEDI
Colazione: una tazza di tè, due fette biscottate integrali, un cucchiaino di miele, una fetta di anguria.
Spuntino: una fetta di anguria, 100 g di mirtilli.
Pranzo: 50 g di pasta integrale con pomodoro e basilico, insalata con carote e pomorini.
Merenda: 2 fette di anguria.
Cena: 200 g di salmone al vapore, spinaci bolliti, una fetta di pane integrale.

MARTEDI
Colazione: una tazza di tè, due biscotti integrali, un cucchiaino di miele, una fetta di anguria.
Spuntino: una fetta di anguria, una mela.
Pranzo: insalata con lattuga, pomodori, carote, tonno e uovo sodo, una fetta di pane integrale.
Merenda: 2 fette di anguria.
Cena: 150 g di petto di pollo alla griglia, verdure grigliate, una fettina di pane integrale.

MERCOLEDI
Colazione: una tazza di tè, due biscotti integrali, un cucchiaino di miele, una fetta di anguria.
Spuntino: una fetta di anguria, una banana.
Pranzo: 2 pomodori con il riso, insalata mista.
Merenda: 2 fette di anguria.
Cena: 150 g di pollo bollito, una patata al vapore, verdure al vapore.

GIOVEDI
Colazione: una tazza di tè, due biscotti integrali, un cucchiaino di miele, una fetta di anguria.
Spuntino: una fetta di anguria, 100 g di mirtilli.
Pranzo: 100 g di mozzarella con pomodorini pachino, insalata mista.
Merenda: 2 fette di anguria.
Cena: 2 uova sode o alla coque, piselli, una fetta di pane integrale.

VENERDI
Colazione: una tazza di tè, due biscotti integrali, un cucchiaino di miele, una fetta di anguria.
Spuntino: una fetta di anguria, una mela.
Pranzo: 60 g di riso integrale con zucchine, 100 g di bresaola.
Merenda: 2 fette di anguria.
Cena: minestrone di verdure, una fetta di pane integrale.

SABATO
Colazione: una tazza di tè, due biscotti integrali, un cucchiaino di miele, una fetta di anguria.
Spuntino: una fetta di anguria, 100 g di mirtilli.
Pranzo: insalata di fagiolini e patate, 50 g di ricotta di mucca.
Merenda: 2 fette di anguria.
Cena: 200 g di sogliola al vapore, una patata al vapore, insalata mista.

DOMENICA
Colazione: una tazza di tè, due biscotti integrali, un cucchiaino di miele, una fetta di anguria.
Spuntino: una fetta di anguria, 100 g di mirtilli.
Pranzo: una pizza margherita.
Merenda: 2 fette di anguria.
Cena: insalata mista con pomodori, finocchi, cetrioli e carote, una fetta di pane integrale.”

Seguendola senza trasgressioni, potreste perdere dai 3 ai 5 kg.CONTINUA A LEGGERE
Fonte: Checucino

Ecco i sintomi del tumore al colon che state ignorando. Meglio fare attenzione!

Molto spesso tendiamo a sottovalutare i segnali che il nostro corpo ci manda soprattutto se riguardano il colon. Ma quando è necessario cominciare a preoccuparsi? Quando un problema momentaneo potrebbe trasformasi in qualcosa di più serio? Negli ultimi anni il cancro al Colon si è diffuso in maniera crescente in Italia, ma in genere in tutta Europa. Ecco quando dovreste consultare il parere di uno specialista:
1. Se da qualche tempo vi sentite affaticati e non riuscite a spiegarvene il motivo.
2. se la notte non riposate bene eppure non siete stressate.
3. Se soffrite di dolori addominali da diverso tempo.
4. Se avete notato un’improvvisa, costante ed eccessiva perdita di peso.
5. Se andate troppo spesso in bagno.
6. Se soffrite di dolori addominali da diverso tempo
Insomma, non bisogna mai prendere sotto gamba i segnali del nostro corpo siano essi evidenti o meno.CONTINUA A LEGGERE

Caratteristiche delle scarpe Slam estive

Le scarpe da lavoro devono rispettare alcuni specifici requisiti tra cui la leggerezza e la flessibilità: chi è costretto per esigenze lavorative e professionali a stare per molte ore in piedi, deve poter contare su calzature che gli garantiscano comodità allontanando rischi di dolori e disagi, preservando la salute.

Tra le scarpe antinfortunistiche pensate per rispettare queste esigenze, prendiamo come riferimento per esempio le scarpe Slam: questa tipologia di calzature da lavoro è particolarmente adatta per chi svolge la propria attività lavorativa in piedi, oltre a garantire protezione, è una calzatura gradevole alla vista grazie alla sua linea classica ed elegante.

Le qualità di queste scarpe possiedono tutte le caratteristiche che le calzature antinfortunistiche da lavoro devono avere:

  • Scarpe professionali esteticamente gradevoli: chi ha detto che una scarpa antinfortunistica debba per forza sembrare un carro armato per i piedi? Con queste calzature basse si ha una tomaia in pelle scamosciata ed inserti traforati, piacevole dal punto di vista estetico e quindi anche adatta alle donne;
  • Resistenza, dovuta al puntale in composito ultraleggero e resistente alle energie di 200 Joule: questo significa che seppur molto leggere (sono tra le più leggere sul mercato italiano perché pesano solo 510 grammi) queste calzature sono molto resistenti agli urti e ai possibili danni da lavoro.

Niente perforazioni, grazie al composito in tessuto balistico che, inoltre, dona flessibilità di movimento al piede;

  • Isolamento da alte e basse temperature perché prive di materiale in metallo, le scarpe Slam sono, quindi, adatte anche per l’estate e per chi lavora in ambienti chiusi;
  • Traspirazione del piede, in quanto dotate di fodera interna che assorbe il sudore;
  • Antiscivolo grazie alla suola SRC in poliuretano bidensità.

Le scarpe Slam possono essere acquistate anche online: sono svariati i siti che dispongono di questi capi di abbigliamento tecnico e professionale.

Renato Zero parla della famiglia: “I miei genitori? Perfetti”

Renato Zero è stato intervistato da Catherine Spaak per il settimanale Grazia alla vigilia dei tre concerti che terrà nei prossimi mesi. Durante il colloquio informale con la giornalista, il celebre cantante ha parlato della sua vita privata, della famiglia e dei genitori. Ecco cos’ha dichiarato: “Sono stati meravigliosi e non mi hanno mai contestato. Mio padre era poliziotto, mia madre infermiera e mi hanno sempre dato la possibilità di essere me stesso. Bisogna avere della radici ben piantate altrimenti con il primo vento vacilli e perdi l’equilibrio. Mi guardo spesso dentro e sento la presenza di quelle personalità appena citate. Mia nonna Renata, che aveva i baffi – allora la ceretta era un sogno – mi dava lezioni sul rispetto, la complicità, la tolleranza e mi ha fatto entrare nel magico mondo della conoscenza degli anziani“.

Ad oggi, la famiglia di Renato Zero è composta da Roberto Anselmi, ex guardia del corpo, e dalle sue due bambine adottate: “Sono sempre stato portato a prediligere le persone sfortunate. Roberto aveva perso i genitori e ho sentito che era giusto potergli dare un supporto morale, poi diventato anche istituzionale. L’adozione è avvenuta dopo un po’ di tempo, quando aveva 30 anni ed eravamo consapevoli e pronti ad affrontare quella nuova condizione. Mi aveva colpito molto il modo in cui si era avvicinato a mia madre, frequentando la mia famiglia: era poetico, tenero e fra loro è nata una grande complicità. Roberto è diventato padre di due bambine, completando il mosaico che desideravo comporre intimamente: essere nonno è un’emozione che non volevo perdermi“.

Renato Zero, nonostante sia una persona anticonformista, considera la famiglia il punto cardine della vita: “La parola famiglia mi fa pensare a una grande stazione ferroviaria dove ci si urta, ci si chiede scusa, si domanda un’informazione, ci si saluta da un binario all’altro. La famiglia è la base ideale per sviluppare la propria personalità, per migliorarsi e per sconfiggere la solitudine. Quando si perdono i genitori, o i fratelli, ci si sente impoveriti e si rischia di entrare in depressione, soprattutto se si ha avuto una bella famiglia. Quando hai fatto tua quella positività e sono tue per sempre quelle radici, nessun’altra cosa è più potente e profondamente dentro di te. Queste certezze devi trasmetterle a tua volta”. CONTINUA A LEGGERE