Queste lanterne cinesi provocano il cancro. L’allerta del Governo: “Non toccatele”

Divieto di vendita nazionale. Questo il provvedimento preso dal ministero della Salute per quanto riguarda le “lanterne volanti” prodotte in Cina e distribuite in Italia dalla ditta Ebbei Store. Il motivo? Contengono amianto. Per questo sono stati anche disposti il ritiro e il richiamo dal mercato dell’articolo… PER CONTINUARE A LEGGERE, CLICCA SUL PUNTO 2 DELL’INDICE
[nextpage title=”La comunicazione del Ministero”]

Come comunicato dal ministero, la disposizione “è stata emessa in seguito al sequestro da parte della Asl RmC di Roma di 32 lanterne volanti (‘lanterne sky’) della Ditta ‘Leone d’oro’ di viale Palmiro Togliatti 1053, in quanto contenevano al loro interno cordini in materiali di amianto”. In particolare, l’amianto è risultato essere presente nel cordino della lanterna… PER CONTINUARE A LEGGERE, CLICCA SUL PUNTO 3 DELL’INDICE
[nextpage title=”Cosa farà il Ministero”]

Non tutti gli articoli dello stesso genere contengono ovviamente amianto, “comunque, ai fini cautelativi, il ministero ha disposto ai Nas di estendere il divieto di vendita a tutti gli articoli sprovvisti di idonea certificazione attestante l’assenza di amianto; questi verranno campionati ed inviati ad analisi presso i Centri regionali amianto”. Ecco infine… PER CONTINUARE A LEGGERE, CLICCA SUL PUNTO 4 DELL’INDICE
[nextpage title=”Cosa fare se le avete acquistate”]

le linee guida da adottare nel caso aveste acquistato le lanterne sottoposte a divieto: “Evitare di aprire le confezioni; se le confezioni sono state già aperte, evitare di manipolare il cordino; non gettare nella spazzatura le lanterne acquistate, ma conservarle sigillate e restituirle al negozio in cui è stato acquistato”.

Clamoroso errore medico, bambina di 4 anni salvata dalla mamma

Karis Cochrane, una bambina di 4 anni, ha rischiato di morire dopo essere stata dimessa dall’ospedale. La piccola accusava forti dolori allo stomaco… PER CONTINUARE A LEGGERE, CLICCA SUL PUNTO 2 DELL’INDICE

[nextpage title=”I medici pensavano che…”]

che hanno portato i medici a pensare ai postumi di una stipsi. Il problema nasceva invece dall’appendice, tanto che è stato necessario operare d’urgenza Karis per salvarle la vita… PER CONTINUARE A LEGGERE, CLICCA SUL PUNTO 3 DELL’INDICE

[nextpage title=”L’insistenza della madre”]

La bambina era stata rimandata a casa due volte, solo l’insistenza di mamma Demi ha evitato la tragedia… PER CONTINUARE A LEGGERE, CLICCA SUL PUNTO 4 DELL’INDICE

[nextpage title=”“Fidatevi sempre di…””]

“Fidatevi sempre del vostro istinto – dichiara la 24enne al Mirror -, se vedete che i vostri figli hanno qualcosa che non va non smettete mai di cercare la risposta”.

14enne chiama la sorella: “Vieni subito, un uomo mi sta toccando…” Follia alla fermata del bus

Avvicinato e molestato da un egiziano di 31 anni. E’ successo a un ragazzo minorenne mentre aspettava l’arrivo del bus alla fermata. Il fatto risale a venerdì pomeriggio sulla via Bolognese, il ragazzo è stato urtato da un uomo egiziano, mentre scendeva dal bus Ataf della linea 25,  lo stesso che poco dopo con la scusa di chiedergli qualche informazione, lo ha avvicinato cominciando a poco a poco a toccarlo nelle parti intime. Commentando il gesto con un “Ti piace, eh?”, secondo quanto riportato dalla denuncia messa a…

CLICCA SUL PUNTO 2 DELL’INDICE PER CONTINUARE A LEGGERE[nextpage title=”112″]

verbale. Approfittando di un attimo di distrazione dell’uomo, il ragazzo è riuscito ad avvertire la sorella circa quanto stava accadendo. La ragazza che lo stava aspettando a casa insieme alla nonna, ha immediatamente chiamato il 112. Nell’attesa di un intervento, l’egiziano ha continuato ad importunare il ragazzo cercando di spingerlo dietro ad alcuni cassonetti.  “Ci è venuto incontro e senza che noi dicessimo nulla,…..

CLICCA SUL PUNTO 3 DELL’INDICE PER CONTINUARE A LEGGERE[nextpage title=”Nonna”]

ha iniziato a ripetere che lui non aveva fatto niente e che dovevamo lasciarlo stare. Poi si è allontanato in direzione Firenze, prima camminando e poi di corsa”, ha raccontato la sorella del giovane una volta arrivata sul posto. La nonna lo ha seguito fino a Trespiano, dove l’egiziano colto da un apparente malore è stato trasportato in ospedale. L’uomo sconosciuto alle forze dell’ordine, è stato denunciato ma è rimasto a piede libero.

Insetticida nella colazione del marito, ogni giorno. Il motivo è allucinante…

Non voleva più avere rapporti sessuali con il marito, così per evitarli ha deciso di tentare di ucciderlo. Sì, avete letto bene. Questa donna ha provato ad avvelenare il compagno giorno dopo giorno, somministrandogli del veleno negli alimenti con i quali gli preparava la cena. L’uomo fortunatamente si è reso in tempo conto dell’avvelenamento al quale lo avrebbe voluto…

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[nextpage title=”Il marito”]

sottoporre la donna, denunciandola alle autorità: “Sono rimasto molto sorpreso. Pensavo avessimo un sistema migliore per tenere traccia dei delinquenti. Non posso credere che mi abbia fatto questo. Per otto mesi ho continuato ad avere crampi allo stomaco e stavo sempre male. Poi, quando ho capito il perché, mi sono ricordato di un aneddoto che…

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[nextpage title=”Il motivo”]

Andrea mi aveva raccontato: mi disse che aveva fatto l’assistente di volo e una volta, per sedare un passeggero indisciplinato, mise del sedativo nel suo drink. Tutto questo è incredibile”. Ecco la replica della moglie, che è scappata in Messico per non finire in prigione: “Non volevo ucciderlo. Volevo dargli problemi, quel tanto che bastava, per evitare che avesse un’erezione”.

Giuseppe non scende a colazione, gli amici vanno a bussare in camera. La vacanza diventa un incubo

Lo hanno trovato morto nella sua camera d’albergo in Costa Rica, la scorsa domenica mattina. Lui era Giuseppe Ferronato, direttore dell’unità operativa di Chirurgia Maxillofacciale di Padova. Il 68enne era partito mercoledì mattina insieme ad altri 6 colleghi, che come lui avevano la passione per il trekking. Abitava con la moglie…

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[nextpage title=”Pensione”]

Michela Faccioli a Vicenza, che lo racconta così: “Era vicino alla pensione, stavamo aspettando quel momento per trascorrere un po’ più di tempo insieme. Mi ha mandato un sacco di foto, con le immagini stupende dei luoghi che stavano visitando. Stava bene, si stava riposando”. Dalle prime ricostruzioni, sembra abbia avuto un infarto. Il rettore dell’università di Padova, Rosaria Rizzato, lo ricorda così:

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[nextpage title=”Università”]

“La scomparsa del professor Giuseppe Ferronato è, per me e per tutto l’Ateneo, una tristissima notizia se ne va un grande medico e una persona per bene. Era un punto di riferimento per la Scuola di Medicina sul piano umano, professionale e scientifico. Alla sua famiglia porgo le condoglianze a nome dell’Università di Padova”.

“Basterà un esame del sangue per scoprire la presenza di un tumore e in quale parte del corpo”

Un nuovo tipo di esame per sconfiggere il cancro. Questa la scoperta messa a punto dai ricercatori della University of California-San Diego, negli Stati Uniti, si tratta di un esame che sarebbe in grado non solo di individuare la presenza di un tumore, ma anche di indicare con precisione in…

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quale parte del corpo si trovi. È lo stesso autore principale dello studio, Zhang Kun, a spiegare: “Abbiamo fatto questa scoperta per caso. Stavamo portando avanti l’approccio convenzionale ed eravamo solo in cerca di segnali provenienti da cellule tumorali. Ma in questo modo abbiamo individuato anche segnali provenienti…

CLICCA SUL PUNTO  3 DELL’INDICE PER CONTINUARE A LEGGERE [nextpage title=”Nuovo metodo “]

da altre cellule. Ci siamo così resi conto che se integriamo entrambe le serie di segnali possiamo determinare la presenza di un tumore e il posto in cui sta crescendo”. Il nuovo metodo, ancora in fase di sperimentazione, potrebbe un…

CLICCA SUL PUNTO 4 DELL’INDICE PER CONTINUARE A LEGGERE [nextpage title=”Biopsia tradizionale “]

giorno eliminare definitivamente la necessità di diagnosi basate sulla biopsia tradizionale o l’asportazione chirurgica del tessuto da analizzare. “Prima di traslare la ricerca in ambito clinico dobbiamo lavorare con oncologi per perfezionare ulteriormente il metodo”, sottolinea lo stesso Kun.

Bimbi avvelenati dal succo di mela. Il papà “Non riesco a darmi pace. Hanno stretto la mia mano…”

Stavano mangiando allo ‘Star Buffet and Grill’ di Lancaster, in Pennsylvania, durante un evento all-you-can-eat, il piccolo Richie Zaragoza e la sua sorellastra Ginaya Mandoza. Ad entrambi è stato servito del succo di mela, ma subito dopo averlo bevuto hanno iniziato a…

CLICCA SUL PUNTO 2 DELL’INDICE PER CONTINUARE A LEGGERE[nextpage title=”Ricoverati”]

vomitare, Richie ha iniziato ad urlare “Brucia!”. I bambini sono stati ricoverati d’urgenza all’ospedale, in condizioni critiche ma stabili. Richard Saragozza Snr, il padre di Richie ha raccontato di aver provato a parlare con il figlio, sussurrandogli di amarlo tanto…

CLICCA SUL PUNTO 3 DELL’INDICE PER CONTINUARE A LEGGERE[nextpage title=”Dichiarazione “]

 e di aver sentito per due volte una stretta attorno alla sua mano, quando il bimbo era cosciente. Stando a quanto dichiarato dal direttore del ristorante, Steve Weng, il succo…

CLICCA SUL PUNTO 4 DELL’INDICE PER CONTINUARE A LEGGERE [nextpage title=”Indagini “]

di mela era stato acquistato da un supermercato locale. Nel mentre le indagini hanno fatto emergere tracce di metanolo nella bevanda.

Questa bambina ha scritto una lettera poco prima di essere uccisa dal padre. Fa riflettere!

Una lettera di una bambina dedicata a un qualcosa, o meglio a un qualcuno che sta cambiando il suo papà. Scritta con una sincerità della quale solo i bambini sono capaci. Una…
CLICCA SUL PUNTO 2 DELL’INDICE PER CONTINUARE A LEGGERE[nextpage title=”Situazione”]
drammatica situazione che non fugge agli occhi attenti dei più piccoli, un messaggio molto importante che da voce alle numerose…
CLICCA SUL PUNTO 3 DELL’INDICE PER CONTINUARE A LEGGERE[nextpage title=”Vittime”]
vittime di abusi. Le parole di questa bambina di soli otto anni devono far riflettere, sui drammatici risolti che può avere l’alcol sulla propria…
CLICCA SUL PUNTO 4 DELL’INDICE PER CONTINUARE A LEGGERE[nextpage title=”Tristezza”]
vita e su quella di chi ci sta a fianco. Una tristezza infinita di vivere il quotidiano che sembra già essere radicata in un cuore così giovane.

L’Italia piomba nel lutto: Purtroppo è stato appena confermato, addio Francesca…

Era una studentessa di soli 24 anni, Francesca Piva, che viveva e lavorava a Hong Kong. Proprio qui sembra averla colpita un virus fulminante che l’ha uccisa. L’autopsia sul corpo della ragazza…

CLICCA SUL PUNTO 2 DELL’INDICE PER CONTINUARE A LEGGERE [nextpage title=”Causa”]

tenterà di stabilire con certezza la causa del decesso, che potrebbe essere un’infezione, forse meningite. I sintomi erano quelli dell’influenza, durati quasi una settimana fino al decesso, avvenuto il 4 marzo. Sabato…

CLICCA SUL PUNTO 3 DELL’INDICE PER CONTINUARE A LEGGERE [nextpage title=”Condizioni “]

la 24enne, preoccupata dalla sua condizione, si è recata al pronto soccorso accompagnata dalla compagna di stanza, ma la situazione è velocemente peggiorata, portandola ad avere tre arresti…

CLICCA SUL PUNTO 4 DELL’INDICE PER CONTINUARE A LEGGERE [nextpage title=”Lavoro “]

cardiaci. Francesca Piva era laureanda alla Bocconi di Milano. Avrebbe dovuto discutere la tesi ad aprile. Nel frattempo lavorava per una multinazionale di Singapore.

I medici minimizzano, le altre mamme: “Quelle perdite non sono normali”. È l’inizio dell’incubo

Il 12 maggio scorso, Nadia Liperoti, 34enne di Crotone, era andata in ospedale per partorire il suo primo figlio, Gabriel. Il bambino nasce però morto, un dramma con molti punti interrogativi raccontati dalla stessa Nadia: “Ho iniziato ad avere delle perdite. Forse si trattava di liquido amniotico, ma i medici non se ne sono accorti, minimizzavano. Il 6 maggio 2016 ho informato i dottori di queste strane perdite, a volte molto abbondanti. Essendo la mia prima gravidanza, non sapevo se fosse una cosa normale. Loro mi hanno detto di sì, che non c’era da preoccuparsi. Ma lo stesso pomeriggio, ho notato delle…

CLICCA SUL PUNTO 2 DELL’INDICE PER CONTINUARE A LEGGERE[nextpage title=”Perdite”]

perdite di sangue. Allarmata, ho chiamato subito il mio ginecologo, che peraltro lavora anche all’ospedale di Crotone. Il medico mi ha detto di stare tranquilla. Il giorno seguente è successa la stessa cosa. Sempre più preoccupata, il 10 maggio sono stata visitata da un altro ginecologo. Sono andata da lui perché il mio era di riposo. Questo medico mi ha consigliato un ricovero, sostenendo però che non fosse urgente. Ho deciso di andare in ospedale, dove è iniziato il mio calvario”.

CLICCA SUL PUNTO 3 DELL’INDICE PER CONTINUARE A LEGGERE[nextpage title=”Il parto”]

Continuano a rassicurarla, fino al giorno del parto: “Ho deciso di rivolgermi ad altri medici all’interno della stessa clinica e questi sono letteralmente caduti dalle nuvole. Non sapevano niente della mia situazione. Sulla cartella clinica non c’era scritto nulla. Tuttavia, anche per loro non era ancora arrivato il momento di partorire. Ciononostante, tre medici hanno cambiato idea, decidendo di indurre il parto. Due ore più tardi i dolori sono aumentati, salvo poi diminuire di colpo. Mentre ero in stanza, perfino le altre mamme mi dicevano che le perdite che avevo avuto durante l’ultimo periodo di gravidanza non erano normali. Alle 20.45 i medici hanno sentito il cuoricino del mio bimbo. Ed è stato in quel momento che si sono accorti che qualcosa non andava. La cosa incredibile è che hanno ipotizzato che fossero i macchinari! Vi rendete conto? All’improvviso mi hanno comunicato che sarei stata sottoposta a un parto cesareo d’urgenza e mi hanno portata in sala operatoria”.

CLICCA SUL PUNTO 4 DELL’INDICE PER CONTINUARE A LEGGERE[nextpage title=”Dramma”]

Poi il dramma: “Durante l’intervento chiedevo in continuazione notizie del mio bambino, poiché non lo avevo sentito piangere durante il parto. Mi veniva risposto che era tutto a posto, che il piccolo era stato portato subito via perché non respirava bene. E invece era già morto. Sapete una cosa? Ancora adesso non so se mio figlio sia nato morto o se il suo cuoricino abbia smesso di battere successivamente. Forse poteva essere salvato se fosse stato rianimato subito. E invece si è perso tempo prezioso per trasferirlo in un altro reparto”.