Prima l’attacco in TV poi le scuse di Vladimir Luxuria. Mi sono sentita una m…

Vladimir Luxuria era stata molto dura con Asia Argento, dopo la denuncia dell’attrice romana nei confronti di Weinstein. Le due avevano litigato aspramente, ma…

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…adesso, dopo le accuse di scarsa credibilità rivolte dall’ex parlamentare alla figlia d’arte, è arrivata una lunga lettera di scuse. “Sono giorni che mi porto dentro un magone e adesso trovo la forza di chiedere scusa ad Asia e a tutte le donne che si sono sentite ferite dalle mie parole.Il destino, il karma o la provvidenza …

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…(ognuno la chiami come vuole) mi ha fatto conoscere proprio il giorno dopo la trasmissione una donna che mi ha raccontato di una violenza subita 30 anni fa e che quando si era confidata per la prima volta nessuno le aveva creduto. Ha pianto davanti a me e io mi sono sentita di merda.

Giovane mamma dà la buonanotte ai figli, poi succede l’impossibile

Chiara Grillo era una giovane mamma di 37 anni, scomparsa a Rovigo, nel quartiere San Bortolo dove risiedeva.  La donna credeva di avere l’influenza, quando si è addormentata dopo aver messo a letto i suoi tre bambini. Al mattino però il marito l’ha trovata priva di vita… PER CONTINUARE A LEGGERE, CLICCA SUL PUNTO 2 DELL’INDICE[nextpage title=””]

“Chiara non stava male. In questi giorni soffriva di una forma d’influenza stagionale, ma una cosa normale, che aveva colpito anche i suoi familiari. Non credo possa essere collegata con la sua morte”, le parole di Alba Rosito, zia di Chiara e consigliere comunale… PER CONTINUARE A LEGGERE, CLICCA SUL PUNTO 2 DELL’INDICE[nextpage title=””]

“Era una donna che dava l’idea della salute e della serenità. E professionalmente era impeccabile: si occupava in particolare di minori, settore in cui emergeva tutta la sua sensibilità di madre. Noi amministratori e tutti i dipendenti che hanno lavorato con lei siamo increduli e addolorati”, il ricordo della presidente dell’associazione per cui Chiara lavorava come assistente sociale.

L’autovelox fa infuriare tutti i cittadini. Ecco la reazione degli automobilisti

Distrutto l’autovelox di via Kennedy a Riese in provincia di Treviso. L’apparecchio è stato infatti preso a sassate e danneggiato, dopo aver stangato migliaia di automobilisti, con una media di 350 multe al giorno per supermanto del limite di 70 km all’ora lungo la strada che collega il paese ad Altivole. Lo stesso sindaco…

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di Riese, Matteo Giudolin, a correre ai ripari: “Dopo l’episodio del danneggiamento da parte dei vandali saranno installate delle telecamere, in modo da dissuadere i malintenzionati, ed eventualmente ad identificarli”. Al momento comunque l’autovelox è stato rimosso temporaneamente: “L’autovelox è stato…

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[nextpage title=”Sicurezza”]

installato per motivi di sicurezza in una strada in cui si sono verificati in passato incidenti gravi, anche mortali. Quindi lo manterremo come efficace deterrente, non ci faremo certo influenzare da polemiche strumentali”. I dubbi però ci sono e sono anche motivati, non è infatti infrequente che si utilizzino questi…

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[nextpage title=”Regolarità”]

escamotage per raggruppare qualche cospicuo gruzzolo. La regolarità dello strumento che ha segnalato un numero di multe spropositato, è stata infatti messa in dubbio dal perito di Valdobbiadene Giorgio Marcon, che ha scritto alla polizia municipale, chiedendo tutta la documentazione. Nel mentre, a fine anno, entreranno nelle casse dell’Unione dei Comuni della Marca Occidentale, responsabile dell’installazione del dispositivo, circa 2 milioni 400 mila euro di multe. Sarà un caso?

Ecco cosa è emerso durante l’interrogatorio del killer chiamato Igor il russo

Una fuga durata 5 mesi, a un certo punto sembrava diventato un fantasma e si perdevano le speranze di poterlo arrestare. Ma adesso…

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…Igor “il Russo” come soprannominato dalla stampa italiana è stato messo in carcere dopo un’ultima follia in Spagna, accusato di 6 omicidi. Ha trascorso la prima notte in isolamento e…

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…è stato interrogato in attesa di essere estradato in Italia, avendo accettato di essere processato nel Paese in cui ha commesso il primo crimine, ovvero l’assassinio a sangue freddo di un barista romagnolo. Durante l’interrogatorio si è scoperto che…

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…l’uomo, il cui vero nome è Norbert Feher ed è di nazionalità serba, ha utilizzato 18 diverse false identità in 8 paesi diversi in questi 5 mesi. L’interrogatorio lo ha sostenuto in italiano all’interno del carcere del tribunale di Alcaniz, nel sud dell’Aragona. Norbert ha 36 anni.

Nadia Toffa, dopo il terribile malore che l’ha colta il 2 dicembre in un hotel a Trieste, racconta per la prima volta quei terribili momenti. “Un paio di settimane fa ero nella mia amata Trieste a fare un servizio, dovevamo incontrare un segretario di un sindacato. La sera sono andata a mangiare, ho brindato con l’autore perché siamo riusciti a incontrarlo e poi sono andata a letto in hotel. Tutto normale. La mattina poi mi alzo, faccio il caffè e chiamo Davide per parlare di lavoro. Lui poi mi ha detto che ero molto rallentata. Io sinceramente non ricordo benissimo, mi sentivo strana… Avevo prenotato il treno alle 13.02, erano le 11.30 e dico: ‘Potrei anticiparlo, quasi quasi scendo giù nella hall, pago e semmai faccio il cambio del treno per arrivare prima a Milano e iniziare subito a montare il servizio…’. Tutto normalissimo ma io mi sentivo un po’ strana”. La Toffa rivela anche i momenti immediatamente precedenti al malore, raccontando di aver avvertito un improvviso desiderio di sdraiarsi, ma che per fortuna non assecondò, altrimenti sarebbe rimasta da sola in camera. “Avevo chiuso la valigia, messo il cappotto e prima di scendere ho detto: ‘Sai che… CLICCA SUL PUNTO 2 DELL’INDICE  PER CONTINUARE A LEGGERE quasi quasi mi sdraio un attimo?’, ma non è da me. È raro che io mi senta stanca, non ho tanti momenti in cui dico: ‘Mi rilasso’, sono fatta così: io vado a mille, corro sempre. In effetti era una cosa strana… Ho detto ‘mi sdraio’, invece non l’ho fatto. Quindi scendo, mi ricordo benissimo la hall dell’hotel. Ho chiesto di pagare e il taxi per andare in stazione. A un certo punto, sono caduta. L’ultima frase che mi ricordo era quella della ragazza della reception che mi ha detto: ‘Vuoi che ti dia una mano con le valigie, ‘ché è arrivato il taxi?’. Poi sono caduta di faccia, ho ancora un livido ma sta migliorando.” Dopo la caduta Nadia si è ripresa solo dopo 5 ore: “Io non ricordo il malore, ma mi ricordo l’ambulanza. Nella mia vita non l’avevo mai presa. All’inizio ho pensato fosse successo un incidente perché sentivo un’ambulanza, ma dopo un po’ mi sono resa conto che forse sentivo la sirena un po’ troppo vicina. Quindi ho realizzato e mi sono detta: ‘Vuoi vedere che è la mia ambulanza?’. Ho ripreso conoscenza in ambulanza. Poi a un certo punto ho visto Max (autore de Le Iene, ndr) ma erano passate ormai cinque ore, ho avuto un black-out. Lo vedo e gli dico: ‘Ma tu cosa ci fai a Trieste?’. Ero lucida, ma non mi sono resa conto di ciò che stava accadendo, della gravità. Nessuno sapeva cosa avessi”. Poi parla del viaggio in elicottero che l’ha emozionata: “A un certo punto, il…. CLICCA SUL PUNTO 3 DELL’INDICE  PER CONTINUARE A LEGGERE viaggio in elicottero, che è stato una figata pazzesca. Non l’avevo mai preso e mi piacciono da impazzire queste cose: ho fatto bungee jumping… l’elicottero in effetti non l’avevo mai provato. Mi dicono: ‘Si deve andare in elicottero. C’è la bora’. Mi hanno messo le cuffie perché l’elicottero fa molto casino, avevo un microfonino e parlavo con il capitano, ero là a chiacchierare. Sorvolavamo le città, lo vedevo sulla destra. Diceva il capitano: ‘Adesso stiamo passando Porto Marghera’, poi eravamo passati per Vicenza… Quando parlavo col capitano e mi illustrava le città, io pensavo ai servizi che avevo realizzato. Quando poi sono arrivata al San Raffaele c’era un sacco di gente, io dicevo: ‘Ma cosa ci fate qua?”. In ospedale Nadia di commuove vedendo tanta solidarietà da colleghi e  persone comuni: “C’è stato poi un momento in cui è arrivata un’infermiera e mi ha detto: ‘È iniziato adesso Tu sì que vales e Maria De Filippi ha iniziato salutandoti e facendoti un grande in bocca al lupo con un pensiero per te’. Io la guardo e dico: ‘Ma chi è che gliel’ha detto? Chi ha detto a Maria De Filippi che sono stata male?’. Invece poi mi hanno detto che è successo un putiferio. Io mi sono molto commossa, mi hanno detto di città che hanno pregato per me, città… CLICCA SUL PUNTO 4 DELL’INDICE  PER CONTINUARE A LEGGERE intere: a Taranto hanno fatto la fiaccolata, Napoli ha pregato per me… scusate se mi commuovo ma… mi ha stupito tanto l’affetto della gente comune, perché secondo me non contava tanto il personaggio, pregavano davvero per me, per le battaglie che portiamo avanti. In ospedale, mi hanno ribaltato come un calzino. Stare in ospedale ti riporta un po’ al succo delle cose. Non è la prima volta che vado all’ospedale perché ascolto poco i segnali del mio fisico. Ogni volta che ti ricoverano però ti riportano proprio all’essenza delle cose, rivaluti anche la fisicità, le cose basilari. Un’altra cosa che mi ha stupita sono i messaggi ricevuti da parte di politici con cui ho un rapporto “conflittuale”. È nel nostro mestiere da Iene battersi per tutelare diritti, parlare di salute, problematiche, difendere la gente, quindi andiamo senza paura di nessuno e affrontiamo chiunque. Sono arrivati messaggi anche di politici che ho affrontato in passato.” E infine afferma: “Adesso ci rido però ci sono tante persone che si sono preoccupate e me ne rendo conto. Io prendo molto la vita con ironia, se le cose devono succedere è perché devono accadere, e ogni cosa ti insegna qualcosa, però se mi metto nei panni delle persone che si sono preoccupate per me un po’ mi commuovo. I miei genitori si sono preoccupati da morire, tutti voi…”.

Nadia Toffa, dopo il terribile malore che l’ha colta il 2 dicembre in un hotel a Trieste, racconta per la prima volta quei terribili momenti. “Un paio di settimane fa ero nella mia amata Trieste a fare un servizio, dovevamo incontrare un segretario di un sindacato. La sera sono andata a mangiare, ho brindato con l’autore perché siamo riusciti a incontrarlo e poi sono andata a letto in hotel. Tutto normale. La mattina poi mi alzo, faccio il caffè e chiamo Davide per parlare di lavoro. Lui poi mi ha detto che ero molto rallentata. Io sinceramente non ricordo benissimo, mi sentivo strana… Avevo prenotato il treno alle 13.02, erano le 11.30 e dico: ‘Potrei anticiparlo, quasi quasi scendo giù nella hall, pago e semmai faccio il cambio del treno per arrivare prima a Milano e iniziare subito a montare il servizio…’. Tutto normalissimo ma io mi sentivo un po’ strana”. La Toffa rivela anche i momenti immediatamente precedenti al malore, raccontando di aver avvertito un improvviso desiderio di sdraiarsi, ma che per fortuna non assecondò, altrimenti sarebbe rimasta da sola in camera. “Avevo chiuso la valigia, messo il cappotto e prima di scendere ho detto: ‘Sai che…

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[nextpage title=”Stanchezza”]

quasi quasi mi sdraio un attimo?’, ma non è da me. È raro che io mi senta stanca, non ho tanti momenti in cui dico: ‘Mi rilasso’, sono fatta così: io vado a mille, corro sempre. In effetti era una cosa strana… Ho detto ‘mi sdraio’, invece non l’ho fatto. Quindi scendo, mi ricordo benissimo la hall dell’hotel. Ho chiesto di pagare e il taxi per andare in stazione. A un certo punto, sono caduta. L’ultima frase che mi ricordo era quella della ragazza della reception che mi ha detto: ‘Vuoi che ti dia una mano con le valigie, ‘ché è arrivato il taxi?’. Poi sono caduta di faccia, ho ancora un livido ma sta migliorando.” Dopo la caduta Nadia si è ripresa solo dopo 5 ore: “Io non ricordo il malore, ma mi ricordo l’ambulanza. Nella mia vita non l’avevo mai presa. All’inizio ho pensato fosse successo un incidente perché sentivo un’ambulanza, ma dopo un po’ mi sono resa conto che forse sentivo la sirena un po’ troppo vicina. Quindi ho realizzato e mi sono detta: ‘Vuoi vedere che è la mia ambulanza?’. Ho ripreso conoscenza in ambulanza. Poi a un certo punto ho visto Max (autore de Le Iene, ndr) ma erano passate ormai cinque ore, ho avuto un black-out. Lo vedo e gli dico: ‘Ma tu cosa ci fai a Trieste?’. Ero lucida, ma non mi sono resa conto di ciò che stava accadendo, della gravità. Nessuno sapeva cosa avessi”. Poi parla del viaggio in elicottero che l’ha emozionata: “A un certo punto, il….

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[nextpage title=”Elicottero”]

viaggio in elicottero, che è stato una figata pazzesca. Non l’avevo mai preso e mi piacciono da impazzire queste cose: ho fatto bungee jumping… l’elicottero in effetti non l’avevo mai provato. Mi dicono: ‘Si deve andare in elicottero. C’è la bora’. Mi hanno messo le cuffie perché l’elicottero fa molto casino, avevo un microfonino e parlavo con il capitano, ero là a chiacchierare. Sorvolavamo le città, lo vedevo sulla destra. Diceva il capitano: ‘Adesso stiamo passando Porto Marghera’, poi eravamo passati per Vicenza… Quando parlavo col capitano e mi illustrava le città, io pensavo ai servizi che avevo realizzato. Quando poi sono arrivata al San Raffaele c’era un sacco di gente, io dicevo: ‘Ma cosa ci fate qua?”. In ospedale Nadia di commuove vedendo tanta solidarietà da colleghi e  persone comuni: “C’è stato poi un momento in cui è arrivata un’infermiera e mi ha detto: ‘È iniziato adesso Tu sì que vales e Maria De Filippi ha iniziato salutandoti e facendoti un grande in bocca al lupo con un pensiero per te’. Io la guardo e dico: ‘Ma chi è che gliel’ha detto? Chi ha detto a Maria De Filippi che sono stata male?’. Invece poi mi hanno detto che è successo un putiferio. Io mi sono molto commossa, mi hanno detto di città che hanno pregato per me, città…

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[nextpage title=”Commossa”]

intere: a Taranto hanno fatto la fiaccolata, Napoli ha pregato per me… scusate se mi commuovo ma… mi ha stupito tanto l’affetto della gente comune, perché secondo me non contava tanto il personaggio, pregavano davvero per me, per le battaglie che portiamo avanti. In ospedale, mi hanno ribaltato come un calzino. Stare in ospedale ti riporta un po’ al succo delle cose. Non è la prima volta che vado all’ospedale perché ascolto poco i segnali del mio fisico. Ogni volta che ti ricoverano però ti riportano proprio all’essenza delle cose, rivaluti anche la fisicità, le cose basilari. Un’altra cosa che mi ha stupita sono i messaggi ricevuti da parte di politici con cui ho un rapporto “conflittuale”. È nel nostro mestiere da Iene battersi per tutelare diritti, parlare di salute, problematiche, difendere la gente, quindi andiamo senza paura di nessuno e affrontiamo chiunque. Sono arrivati messaggi anche di politici che ho affrontato in passato.” E infine afferma: “Adesso ci rido però ci sono tante persone che si sono preoccupate e me ne rendo conto. Io prendo molto la vita con ironia, se le cose devono succedere è perché devono accadere, e ogni cosa ti insegna qualcosa, però se mi metto nei panni delle persone che si sono preoccupate per me un po’ mi commuovo. I miei genitori si sono preoccupati da morire, tutti voi…”.

Il dramma di Natale. Sua madre era morta due settimane fa, ora è toccato a lui

Una tragedia che ci lascia senza parole, quella avvenuta a Ceccano (comune in provincia di Frosinone). In un incidente stradale, è morto ad appena 23 anni Stefano Malizia. Il giovane si trovava in auto con il padre 68enne, che è rimasto a sua volta ferito in maniera grave. Appena due settimane fa, la famiglia aveva dovuto affrontare un altro terribile lutto: era scomparsa la madre di Stefano, dopo una brutta malattia… PER CONTINUARE A LEGGERE, CLICCA SUL PUNTO 2 DELL’INDICE[nextpage title=”La tragedia due settimane prima”]

Il 23enne, laureato in Chimica e in procinto di affrontare il concorso per entrare nelle Forze dell’Ordine, aveva scritto a inizio dicembre queste parole strazianti per la mamma: “Cara mamma, ogni giorno era più difficile, ogni incontro era più lontano, nonostante cercassi di starti vicino. Quel vuoto che diventava sempre più profondo. Sei stata strappata alla vita tu che alla vita eri aggrappata con le unghie e con i denti… PER CONTINUARE A LEGGERE, CLICCA SUL PUNTO 3 DELL’INDICE[nextpage title=”Il messaggio straziante”]

Tu che eri la persona più coraggiosa, generosa, solare, umile e pura che io abbia mai conosciuto. Mi hai lasciato preziosi ricordi e altrettanti preziosi insegnamenti e so che non vorresti vedermi così affranto, ma non posso farne a meno, credimi, ma non riesco a capacitarmene. È una realtà troppo scioccante, troppo cruda, troppa amara. Ti voglio bene mamma”.

Offre la figlia al proprio amante. La giustificazione della mamma è assurda

Avrebbe spinto la propria figlia ad un rapporto con il proprio amante. Questa è l’accusa che pende su una madre di 55 anni, colpevole di aver portato la propria figlia di appena 13 anni ad avere un rapporto sessuale con un ragazzo di 18, che era anche il suo amante. La donna residente nella città di Totino per il fatto è…

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[nextpage title=”Condanna”]

stata condannata a quattro anni e mezzo di reclusione per il reato di concorso in atti sessuali su minorenne. La stessa madre, che dopo la separazione dal marito conviveva con un ragazzo 18enne, ha ammesso di aver cercato in tutti i modi di favorire il rapporto sessuale della figlia con il ragazzo. Perché a suo dire…

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[nextpage title=”Polizia”]

aveva notato che la ragazza stava sempre con le amiche e quindi temeva che diventasse lesbica. La figlia ha poi trovato il coraggio di rivelare il fatto alla preside della scuola, la quale ha immediatamente allertato la polizia. “Io ero preoccupata e quindi non mi dispiaceva che fosse la sua fidanzatina. Lui era un bravo…

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[nextpage title=”Motivo”]

ragazzo e non pensavo andassero oltre i baci” si è giustificata la donna, aggiungendo: “Io ho sette di differenza con mio marito, non pensavo potesse accadere tutto questo: lui mi diceva che non cercava sesso”. Per l’accusa in realtà “quella donna era una manipolatrice e sfruttò l’innamoramento del ragazzo per la piccola” per fare rimanere il giovane in casa.

Smart car: Una falla permette di rubarle facilmente

Attacchi hacker alle vetture e alle app che vengono utilizzate durante la guida. La scoperta è ad opera di ricercatori della società di sicurezza informatica russa Kaspersky, i quali hanno scoperto che la maggior…

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[nextpage title=”Applicazioni”]

parte della applicazioni Android create per le auto connesse, sono vulnerabile e mettono a rischio la nostra sicurezza. Ma cosa può succedere? I cyber criminali potrebbero attivare un “codice maligno”, prima sullo smartphone e in…

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[nextpage title=”Auto”]

seguito sull’auto, in questo modo possono bloccare e sbloccare la nostra auto a loro piacere, arrivando ad accenderla anche senza chiavi. Viktor Cherbyshev, uno dei ricercatori a capo dell’indagine, si dichiara molto preoccupato per lo scarso interesse che i…

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[nextpage title=”Furto”]

produttori hanno dimostrato, specie perché macchine come Tesla posso essere intermente gestite da smartphone. Ancora non sono stati rintracciati gli hacker a capo di questi attacchi ma, in alcuni siti del deep web, sono state scoperte chat dove venivano scambiate informazioni in merito a questo tipo di metodo per compiere un furto.

La notizia appena arrivata in redazione: Drammatico incidente stradale per Daniele

Tremendo schianto sabato pomeriggio intorno alle 16 sulla variante di Gubbio, Umbria, dove un automobilista è deceduto e un altro è in gravi condizioni. Alla guida…

PER CONTINUARE A LEGGERE, CLICCA SUL PUNTO 2 DELL’INDICE[nextpage title=”L’atleta di Alba”]

…di un minivan c’era Daniele Giacosa, 33 anni, atleta e fisioterapista di Alba provincia di Cuneo che era insieme alla moglie e una coppia di amici di 30 e 32 anni, tutti ricoverati ma apparentemente non in pericolo di vita. Il mezzo…

PER CONTINUARE A LEGGERE, CLICCA SUL PUNTO 3 DELL’INDICE[nextpage title=”Schianto frontale”]

…si è schiantato frontalmente con un altro mezzo, è uscito fuori strada ed è rimasto in bilico sul guardrail. Per Giacosa non c’è stato nulla da fare.

Manda questi due SMS ai genitori poi il folle gesto. Ecco cosa ha fatto Alessandro

L’addio ai genitori in due messaggi e poi si è tolto la vita. Alessandro Sarnari ha deciso di concludere così la sua vita, lasciando nello sconforto tutti quelli che lo conoscevano. A soli 19 anni ha voluto dire addio al…

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[nextpage title=”Impiccato”]

mondo, impiccandosi nel garage di casa in via Nenni dove abitava con la famiglia. Nella notte tra venerdì e sabato il giovane ha inviato due sms di addio ai genitori, nei quali non ha spiegato il motivo del suo gesto , poi ha raggiunto il garage e si è tolto la…

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[nextpage title=”Padre”]

vita legando una corda alla trave del soffitto. Ad allarmare tutti è stato il padre, che lo aspettava come tutte le mattine per accompagnarlo a prendere il treno per raggiungere la scuola l’Itis “Divini” di San Severino dove Alessandro frequentava il 5° E. Non trovandolo in stanza si è…

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Addio

allarmato, con l’aiuto della moglie hanno perlustrato tutta la casa, fino alla tragica scoperta. Vicino al corpo ormai esanime il ragazzo aveva lasciato anche un biglietto per ribadire il suo addio e chiedere scusa ai genitori.